Fiorello non si nega nulla Ospiti, canzoni, imitazioni per tentare la riscossa Rai


Apre Amendola: «Anche se è interista, gli vogliamo bene lo stesso» «In "Via col vento" hanno usato la stessa musica di Bruno Vespa»

Fulvia Caprara

ROMA
Finalmente il vetro si è infranto e ieri sera Fiorello, grazie al tocco flemmatico dell'amico Tommasino, è riuscito, come recitava la voce dello spot pubblicitario della nuova edizione di «Stasera pago io» (la stessa di Jack Folla, appartenente al doppiatore Pedicini), a entrare nelle case degli italiani: tre ore di show a perdifiato, dall'avvio sulle note di «Piove» ai duetti trascinanti con Morandi e Jovanotti; dalla presentazione altisonante di Claudio Amendola, invariabilmente delinquente o poliziotto («Anche se è interista, Fiorello, gli vogliamo bene lo stesso»), ai gorgheggi di Celine Dion sulle note di «My heart will go on»; dall'apparizione di Carla Fracci adagiata nel cubo di plexigas agli esperimenti radiofonici in coppia con Marco Baldini. E poi, naturalmente, le imitazioni e le battute: «Il Vaticano ha saputo della scritta "Fiorello", mi hanno detto che avrebbero preferito "Rosario"». E ancora: «Ho visto un film, "Via col vento", lo sapete che usano la stessa musica di Bruno Vespa?"». E sul premier Berlusconi che direbbe: «Ogni italiano deve avere la sua scritta, ognuno la sua, con il nome. Il mio». Poi Ignazio La Russa con la vociona roca che dice rivolto a Jovanotti: «Anche io con Gasparri e Er Pecora canto spesso "Affacciati alla finestra" sotto il balcone a Piazza Venezia». Su tutto il conduttore ha una speranza: «Mi auguro che nessuno dica "il solito Fiorello", questa è la cosa che mi dispiacerebbe di più, non vorrei dare l'impressione di non aver fatto niente di nuovo». La prima sorpresa arriva alle spalle dello show-man e si tratta nientedimeno che di Pippo Baudo, con una versione ad hoc della celebre «Donna Rosa»: «Il fantastico Fiorello, bravo, bello...». Poi tocca a un curioso esperimento di play-back: Fiorello canta con la voce di Gianni Morandi e l'eterno ragazzo di Monghidoro risponde cantando alla maniera dell'ex-re del karaoke, tra stonature, incertezze e lievi inflessioni siciliane. A mezz´ora dalla fine, una signora del pubblico si sente male e Fiorello la accompagna fuori con gentilezza. Più tardi, dopo il monologo sulla dieta, lo showman si fa la barba in diretta sulla musica di Sinatra. Ed ecco sparire i leggeri baffetti. In chiusura l´appello alla signora Ciampi nella speranza che il programma sia stato di suo gusto. In onda dal teatro 15 di Cinecittà, sullo sfondo di una scenografia semplice ma di grande effetto, fatta di pochi colori, argento per l'enorme scritta con il nome del mattatore, «Stasera pago io» numero due propone il ritorno al varietà vecchio stile, senza volgarità, senza camionate di super-ospiti: «Ho parlato al telefono con il presidente della Rai Antonio Baldassarre - racconta Fiorello -, mi ha detto che mi ha sempre stimato e io gli ho promesso che, a differenza di come ho fatto a Sanremo, in questo programma non toccherò niente a nessuno». E non solo: «In uno studio come questo la volgarità è fuori posto, non ci saranno battute con i doppi sensi, ho voluto che anche i costumi delle ballerine fossero diversi dai soliti...Certo, non potevamo mica farle danzare con i loden!». Quanto agli invitati troppo costosi, in tempi che per la Rai sono di conti e di cambi al vertice, c'è poco da scherzare: «Cercheremo di avere quelli che passano per Roma con il loro tour, come è successo con la Dion, e comunque gli ospiti li fa il programma, nel senso che non bastano da soli a decretare il successo di una trasmissione. La regola, comunque, è che nessuno può venire qui a fare pubblicità, d'altra parte l'anno scorso anche Dustin Hoffman venne senza avere nessun film in uscita, fece la sua gag e basta». Accanto a Fiorello, nel pomeriggio di prove, in mezzo alle telefonate di auguri (hanno chiamato proprio tutti: da Carrà a Baudo, da Lippi a Barale, da Costanzo al rivale Scotti che su Canale 5 guidava la pericolosa «Corrida») c'è la fidanzata Susanna a dargli tranquillità. Eppure mai s'era visto un Fiorello tanto emozionato: «Fino a ieri ho vissuto il periodo del successo, da oggi inizia una nuova era, e bisogna vedere come sarà».