La sfida tv del sabato si è rinnovata con la prima puntata di «Stasera pago io», dove è comparso un Pippo con i baffi

Anche la Fracci e Baudo al Fiorello show

Duetti con la Dion, Morandi, Jovanotti. Il presentatore alla signora Ciampi: ci faccia sapere se si è divertita

Mario Luzzatto Fegiz

ROMA - Fiorello due la vendetta. Nulla di intentato per far ridere, divertire, per confermare quell’umorismo versatile e travolgente della scorsa edizione e per cercare di battere «La Corrida» su Canale 5: duetti, trii, acrobazie, imitazioni e perfino un Baudo con i baffi che aiuta Fiorello a fare autocritica a proposito delle «basse manovre» al Festival di Sanremo. Scena a quanto pare legata al pacchetto di rassicurazioni reciproche fra il presentatore (che ha promesso: nessuna volgarità in scena) e il neopresidente della Rai Baldassarre. E lo showman sul finale si è appellato alla signora Ciampi (che aveva definito la tv «deficiente»): «Speriamo che il programma le sia piaciuto. Aspettiamo un suo giudizio, speriamo positivo» ha detto Fiorello. Finita l’era dell’ospite che canta la sua canzone, saluta e se ne va; tutti costretti a ballare, duettare, interagire, avvilupparsi sul copione, sul presentatore, sugli altri ospiti. Senza eccezioni, neppure per Celin Dion dotata di acconcio lessico italo-siculo che, per promuovere il suo ultimo album, ha dovuto duettare con Fiorello in «Grande grande grande». Io imito te che imiti me, io faccio finta di imitare te anche se in realtà sei tu che canti: il gioco, cominciato con l’arrivo di Morandi, è proseguito per tutta la serata, con Fiorello impegnato nell’enfasi di «Granada» da solo, più avanti «Penso positivo» e «Serenata rap» con Jovanotti e poi ancora Morandi nell’imitazione di «Perdono» (Tiziano Ferro) in un gioco di specchi autoreferenziale e calembour di stacchetti, giochetti, coretti in bilico tra «Furore» e «Indietro tutta».
Un varietà con uno sfruttamento degli ospiti molto preparato, pianificato, figlio di una legittima volontà di perfezionismo. Il Fiorello più autentico è emerso con la «corte siciliana», ossia il «vecchietto» Tommaso Accardo, il «logorroico parente» Andrea Tidona, e l’esuberante Santino La Macchia. E anche nei monologhi (come quello esilarante sulla dieta: «Dieta dissociata, tutti fanno la dieta e io mi dissocio»). Alle consuete imitazioni (Berlusconi e Saccà) ieri sera Fiorello ha aggiunto un nuovo genere, quello dell’imitazione surreale, cioè l’attribuzione di un brano di Baglioni a Guccini, cercando l’effetto esilarante della ipotetica, improbabile, rilettura. Il variopinto caravanserraglio ha visto poi Fiorello interagire con una straordinaria Carla Fracci, con il trapezista Alessandro Camilli e l’attore Claudio Amendola costretto a fare il poliziotto per individuare il responsabile di un finto borseggio avvenuto in sala. Avrebbe voluto in studio anche Franco Battiato, ma si è dovuto accontentare di una telefonata.
La verità è che non è stato facile per Fiorello tornare in scena con la stessa formula dell’anno scorso. La nuova edizione di «Stasera pago io» si profila in questa prima delle sei puntate previste come un nobile compromesso fra la spumeggiante esuberanza del comico siciliano e le ferree regole del sabato sera televisivo, dove esagerare con l’intelligenza e la creatività può costare caro in termini di auditel («Ho tentato in tutti i modi di andare in onda il giovedì», aveva confessato). Tuttavia l’omaggio alla Radio di «Tutto il calcio minuto per minuto» ai vari Luzi, Ciotti, Ameri è stato un momento di classe e bravura a cavallo fra cabaret e musica contemporanea. Geniale infine la rasatura dei baffi in diretta sulle note di «I’ve got you under my skin».