Brodo allungato, ma senza donne nude

Alessandra Comazzi

SE Fiorello non si è fatto mancare nulla, per il suo importante ritorno su Raiuno, nemmeno la Rai si è fatta mancare l´occasione di «preparare l´evento», secondo la scuola di Agostino Saccà, più volte citato durante la trasmissione. Ci sono stati mesi di tormentone propiziatorio, vedremo domani se l´«evento» è riuscito a scalfire lo strapotere della «Corrida» di Gerry-Panzer-Scotti. Se il programma fosse durato un´ora e mezza soltanto, avrebbe fatto sfracelli. Tutto il meglio (e ce n´è molto) sarebbe stato concentrato, e la zavorra buttata a mare. Ma le prime serate della tv italiana devono durare così tanto, peggio per loro. Anche per noi. Ma noi, alla fine, possiamo sempre rivendicare la vecchia libertà di spegnere la televisione, mentre loro devono fare i conti con l´audience e i numeri e lo share. Ma povero Fiorello (grandissimo personaggio), che responsabilità: tirarla così in lungo e vincere. Era visibilmente agitato, preoccupato, teso. Oltre che per il debutto, anche per l´imperativo categorico che grava sul programma: andare bene, battere la concorrenza. Impresa in cui non è riuscito nemmeno Pippo Baudo, che dopo Sanremo è tornato a immolarsi col vecchio «Numero uno», per occupare tre prime serate del sabato, in attesa dell´«evento». Tra l´altro nemmeno prodotto dalla Rai, ma da Bibi Ballandi. Una delle battute d´inizio programma è stata questa: «Mi ha scritto il Vaticano: "Ci piace molto Fiorello. Avremmo preferito Rosario"». Forse con un occhio al Vaticano, o al nuovo consiglio di amministrazione, o al pubblico che s´è stufato, a «Stasera pago io» hanno persino rivestito le donne, molto ben rappresentate dalla top model Eva Riccobono. E, come l´altr´anno, c´è una ballerina cicciotta, contro tutte le anoressie di questo mondo. C´è molta pubblicità (a quella non rinuncia nessuno), ma in quelle lunghe ore ci sono pure i buoni sentimenti. Cantati in coro da Morandi, Fiorello e dai bambini che fanno sempre tenerezza: «Là c´è un grande prato verde dove crescono speranze che si chiamano ragazzi». Primo ospite, naturalmente, Baudo. I due non si sono dati fleppati sugli attributi, ma ci hanno molto scherzato.