Fiorello, showman di
razza che ricorda
Walter Chiari
E' DI sicuro interesse quanto sta accadendo nella seconda parte della stagione
televisiva riguardo al varietà. Varrà la pena, ed è un po' che lo ripeto,
chiamare il varietà intrattenimento e non stare ancora una volta a interrogarsi
su quanto il varietà televisivo di oggi ricordi o si discosti da quello del
passato. Val la pena ripetere che il varietà televisivo nasce riproponendo la
"scaletta" del teatro di rivista per poi diventare, negli anni
sessanta, autonomo dai modelli precedenti con "Studio Uno" di
Antonello Falqui, e di seguito affidarsi alla intelligenza creativa di Enzo
Trapani, il regista di "Non stop", colui il quale propose in
televisione Troisi, De Caro, Arena, Carlo Verdone e molti altri. Trapani, che
ebbe per un periodo come autore ed assistente Antonio Ricci, intuì che lo
specifico televisivo di "Studio Uno" avrebbe mostrato la corda e che
andava per tempo ripensato il modello. Intanto lo stesso Trapani consentiva a
Beppe Grillo (autore, allora, Antonio Ricci) di assurgere ai fasti del sabato
sera e di portare in una televisione timorata, lo sberleffo satirico.
Parallelamente, Renzo Arbore con "L'altra domenica" proponeva un altro
modo di intrattenere che si sarebbe sviluppato con "Quelli della
notte" e " Indietro tutta". Dall'insegnamento di Arbore, Serena
Dandini e "La tv delle ragazze", proposero "Avanzi",
"Tunnel", "Pippo Kennedy Show" e, recentemente, "L'ottavo
nano".
Ecco perché, del varietà all'antica maniera si può decretare la scomparsa
salutando nel contempo l'intrattenimento nelle sue varie formule. In queste
settimane di aprile, al sabato sera si confrontano
due modi di intrattenere che meritano attenzione. Su Rai Uno è tornato Fiorello
con la seconda serie di "Stasera pago io" mentre su Canale 5 Gerry
Scotti ha riproposto "La Corrida" riuscendo ad evitare paragoni
imbarazzanti. Contro le tre puntate coraggiosamente messe in piedi da Baudo in
poche settimane (ha ripescato un suo vecchio format "Numero Uno"),
"La Corrida" ha spadroneggiato. Con Fiorello è un altro discorso.
Chi scrive è interessato a dire che Rosario Fiorello, ormai 42enne, in queste
esperienze mattatoriali si è laureato conduttore di grande efficacia e di
stretta parentela con gli showman americani. Il merito è dell'artista ma anche
di un impresario, Bibi Ballandi, che ha saputo costruirgli una struttura in
grado di far emergere le sue potenzialità. Alcuni anni fa, quando fui coinvolto
con Fiorello in una avventura televisiva che ebbe ampio riscontro di pubblico,
"La febbre del venerdi sera", non esitai a dichiarare che Rosario,
nella capacità di improvvisazione e di tenere per ore la scena, ricordava
Walter Chiari. "Stasera pago io" ne è la conferma e anche qualcosa in
piu'.