Un pò di buon gusto per piacere al pubblico

Giancarlo Granziero

"Diciamolo" ma con voce da basso affetto da raucedine: Fiorello è un comico. Una dote in più oltre a quelle di entertainer e cantante di tutto rispetto. La seconda edizione di "Stasera pago io" dimostra, più che la prima, che l'ex-karaoke-man siciliano ha tutte le doti per riempire il varietà di Raiuno e di piacere, oltre che a critici superciliosi, anche alla mitica e sempre nell'immaginario degli autori tv, "casalinga di Voghera". Che deve capire, divertirsi e non scandalizzarsi. Perché Fiorello riesce a far sorridere senza lazzi pesanti. Non certo come il "si vede il marsupio?" di Panariello. E non come "Convenscion" su Raidue dove, in uno spazio di secondi, Tullio Solenghi-Mughini ha lanciato un sonoro "vai a..." e in precedenza sono state usate le "cazz...te" di celentaniana memoria ma senza la finale "te". E spostiamo allora l'ottica del consumatore: va bene che, nella lingua normale, si usa un linguaggio sboccato al massimo: avete mai trovato, e quindi ascoltato, in treno una classe di liceo o delle medie in gita culturale? Il linguaggio di tutti i giorni, dicono, e anche Limiti si è adeguato con gli interventi della "comica pelatona" nel suo programma pomeridiano, seguito soprattutto dagli anziani. Morale di tutto questo dissertare sulla comicità in tv è che il riso non motivato da istinti scatologici può esistere sul piccolo schermo. Basta avere un po' di buon gusto.