Fiorello stravince ancora la sfida del sabato sera e La Russa lo «promuove»
La mia imitazione? Forza un po’ i toni e calca il mio accento ma è naturale Se poi mi telefona gli darò alcune dritte per migliorare
Maria Volpe
Ancora un
successo per Fiorello che sabato sera ha nuovamente battuto Gerry Scotti:
per la terza volta di fila, il varietà di Raiuno ha avuto la meglio sullo
show di Canale 5. «Stasera pago io» è stato seguito da 8 milioni e 189
mila telespettatori, con uno share del 38.38%; mentre su «La corrida» si
sono sintonizzati in 6 milioni 158 mila, il 26.5%. Il debutto dello showman,
il 6 aprile, del resto faceva ben promettere: oltre 8 milioni nella seconda
parte, 7 milioni nella seconda; e il sabato successivo, i telespettatori
erano già aumentati (più 650 mila). Il rivale Scotti si è complimentato
con Fiorello anche se l’altro ieri, nel collegamento con il Tg5, non ha
mancato di sottolineare che Raiuno ha a disposizione una macchina da guerra
miliardaria. Tuttavia tutti concordano su un punto: l’abilità istrionica
di Fiorello, soprattutto nelle imitazioni. Una tra le più gettonate,
ultimamente, è quella dell’on. Ignazio La Russa di An. «Fiorello è
molto simpatico - commenta il vero La Russa - e lo chiamerò per fargli i
complimenti di persona». Ci si ritrova in quella parodia? «Forza un po’
i toni, ma è naturale. Nell’insieme mi rende molto simpatico. Lui mi
prende in giro con il tormentone "digiamolo", che io in realtà
non uso. Poi calca un po’ il mio accento siciliano che negli anni ho perso.
Lo trovo straordinario quando fa la voce rauca: è identica».
E sulla virilità ossessiva? «E’ divertente, dice che uso il profumo
"Mennen", molto maschio. In fin dei conti c’è andato vicino
perché uso "Sauvage". Se Fiorello mi telefona gli do un po’ di
dritte. La realtà supera sempre la fantasia. Ha scherzato sui nomi dei miei
figli: Geronimo (che è vero) e Zagor (che non è vero). Il secondo figlio
si chiama invece Lorenzo, ma di secondo nome Cochis (Indiano Apache).
Bastava dire la verità...». Dunque, onorevole, nell’insieme promuove
Fiorello? «Assolutamente sì. Io adoro la satira, sono anche presidente
dell’Associazione amici di cabaret».