«Stasera pago io» ha superato gli otto milioni di spettatori
Fiorello sempre “re” del sabato

ROMA – Si allunga la «striscia» vincente di Fiorello che, negli ascolti tv, ha prevalso anche sabato sera, ed è il terzo sabato di fila che l'intrattenitore siciliano sbaraglia gli avversari, a partire dalla «Corrida» su Canale 5. Sabato, «Stasera pago io» su Raiuno ha avuto otto milioni e 189 mila telespettatori, con uno share di 38.38 per cento. Buoni risultati anche per «Ulisse», di Raitre: il programma condotto da Alberto Angela ha avuto due milioni e 439 mila spettatori, con uno share del 10.03 %. I risultati di Fiorello e Angela, insieme a quello del film giallo «Ultimo verdetto», su Raidue, hanno consentito alla Rai di vincere, nei confronti delle reti Mediaset, la prima (52.53%) e la seconda serata (51.02) e il day time (46.69%). Lo stesso Fiorello e il suo «avversario» Gerry Scotti per gli uomini e Camila Raznovich e Anna La Rosa per le donne risultano essere i testimonial ideali nelle pubblicità delle diete. Bocciati gli attuali spot d'integratori e macchinari perdipeso, così come la scelta di utilizzare modelle, ballerine e calciatori come testimonial. Per dimagrire si deve puntare sui soft-model. A pensarla così sono gli esperti che chiedono una campagna sociale a favore della dieta. Questo è quanto emerge da un'indagine di Eta Meta per .Com, la testata della comunicazione e marketing diretta da Marco Barbieri, e condotta su 140 pubblicitari, psicologi, nutrizionisti e dietologi. Il messaggio ideale invece deve essere più rassicurante, affermano, e meno aggressivo, con testimonial decisamente soft e dall'alta credibilità. Ma davvero la pubblicità potrebbe essere utile per chi ha problemi di peso? Davvero lo spot può essere la scintilla per iniziare la dieta? Per otto esperti su dieci sembrerebbe di sì, anche se per il 53% dipende soprattutto dal tipo di messaggio. Il mezzo di comunicazione più adatto per sollecitare gli italiani a tirare la cinghia è, per un esperto su quattro, la tv, e, subito dopo, la pubblicità. Al terzo posto, la stampa che precede la radio (13%). Bocciati gli attuali spot dimagranti: devastanti nel messaggio e possono provocare frustrazione. Puntare esclusivamente sull'aspetto estetico sarebbe un vero autogol. E poi sono tutti uguali e senza creatività. «Il voler dimagrire deve essere legato ad un benessere totale – afferma lo psichiatra Raffaele Morelli, direttore della rivista Dimagrire – e non deve essere vissuto come qualcosa di imposto e percepito come un sacrificio. Si deve cercare di andare più in profondità, cercando di prendere in considerazioni le reali esigenze e i bisogni individuali. Insomma, il telespettatore si butta sul cibo per ripicca, invidia o disperazione».