L’ultima puntata su Raiuno la più vista e ieri sera Sassoli gli ha lasciato il posto

Fiorello, dal record al Tg1

«Stasera pago io» chiude con 9 milioni di spettatori e il 55% di share

Cappotto. Fiorello chiude «Stasera pago io» con un record di ascolti e per la sesta volta, in sei puntate, è il programma più visto del sabato sera. Per la tornata conclusiva Fiorello ha raccolto 9 milioni e 42 mila spettatori (share, ovvero percentuale di ascolti, 41.31%) nella prima parte e 5 milioni e 777 mila ascoltatori (55.49%) nella seconda. Lo sfidante Gerry Scotti con «La corrida» (Canale 5) si è fermato a 5 milioni 817 mila spettatori. E ieri sera la consacrazione: incursione di Fiorello nello studio del Tg1 delle 20 con David Sassoli che gli cede la poltrona di conduttore e gli fa presentare (con voce posata) un servizio sui 70 anni di Boncompagni. «Complici» della serata di sabato sono stati Lenny Kravitz, Ornella Vanoni, i Nomadi, Elisa, Paola e Chiara, i Gotan Project, Giancarlo Giannini, Amadeus, i Fichi d'India e Maurizio Crozza. E proprio la gag ispirata al «Padrino» con Crozza e Fiorello ha fatto registrare il picco di ascolto alle 22.27, quando davanti al piccolo schermo c’erano 11 milioni e 368 mila spettatori. «Fiorello è un grandissimo showman - dice Crozza -, molto generoso, ed è stato bellissimo lavorare assieme. Questa è la tv che mi piace anche vedere».
Il record di ascolti è anche il sigillo della stagione d’oro di Fiorello: un grande successo su Radio2 assieme a Marco Baldini, la presenza acchiappa-ascolti a Sanremo, la vittoria del Telegatto come personaggio maschile dell'anno (più votato dei rivali Panariello e Scotti) e lo show.
E ora? «È un programma complesso, non si basa su un gioco o su un meccanismo collaudato. È fatto di niente: vive sui numeri di spettacolo, di ballo, canzoni e coinvolgimento irrituale degli ospiti. Per prepararlo come si deve ci vuole oltre un anno di costruzione di un nuovo repertorio. Dunque non credo di poterlo rifare a breve, ma non è detto. L'unica cosa sicura è che tornerò a fare radio a settembre». Ma il vero sogno è uno spettacolo «dedicato a Modugno, Sinatra e Carosone, basato sul repertorio di questi tre grandi. E, siccome sono modesto, penso che sarebbe carino farlo al Colosseo. In alternativa penso a New York, con la collaborazione della comunità italo-americana».