Fiorello: ora il successo mi fa paura
Valerio Cappelli
Sotto i baffetti, una gran fifa. E' teso, Fiorello. Dal 6 aprile, per sei sabati, torna su Raiuno con «Stasera pago io» (ci sarà anche la diretta su Radiodue). Quello che succederà lo spiega così: «Questo è un programma basato su uno, che sono io, che fa delle cose e interagisce con gli ospiti». All' esordio ci saranno Céline Dion, Gianni Morandi, Jovanotti, Carla Fracci, Claudio Amendola. Fiorello con inediti baffi per un omaggio al padre e a Modugno, di cui canterà «Ciao ciao bambina». Confermato il terzetto di comprimari siciliani, valletta è la modella Eva Riccobono approdata così. Fiorello stava sfogliando una rivista e... «Mi sono detto: "Ammazza, e questa chi è"?». L' anno scorso Fiorello fu la sorpresa della stagione, lo «showman» riscoperto dalla tv dopo anni di talento inespresso rischiava di diventare l' eterna promessa e invece fece «boom». Ora viene il carico dell' attesa, il momento della riconferma, e la leggerezza dell' essere è divenuta davvero insostenibile. P erciò è teso: «Spero di continuare a essere me stesso, un professionista dilettante, se sbaglierò una virgola saranno tutti pronti a spararmi addosso, vedo già le critiche se dovessi avere 200 mila spettatori in meno della "Corrida" con Gerry Scotti, fanno sempre piacere le casalinghe che cantano, Canale 5 mica ci manda contro le previsioni del tempo». Giampiero Solari, «capo» degli autori, vede un Fiorello «più maturo ed elegante, che controlla in maniera ferrea le improvvisazioni». Fiorello è stato promosso e allora la Rai gli ha dedicato, come usava una volta, la scritta luminosa col suo nome: ma tutto l' impianto vuol ricreare il vecchio sontuoso, elegante varietà di una volta, l' orchestra, il corpo di ballo, la scalinata... Anche se il conduttore un po' scherzando e un po' no dice che hanno riciclato la scenografia da altri programmi, «la scalinata l' hanno tolta da Sanremo». E imita il potente produttore Bibi Ballandi col suo soffuso eloquio cardinalizio: «Fiorellino mio, è da 2000 anni che la Messa la fanno sempre uguale, eppure è sempre piena. Perché cambiare, allora?». La presentazione del programma diventa una prova generale, Fiorello vuole ospiti con cui «giocare», trovate e gag sganciate dal lancio dell' ultimo prodotto: «Il mondo vive giorni drammatici, ma non farò la faccia di circostanza»; intanto infila un' imitazione dopo l' altra, comincia dal neodirettore generale Rai Agostino Saccà che, particolarmente ispirato, definisce il conduttore «puer aetern us». E lui: «Ubi maior, mini minor». Poi sorridendo si candida alla direzione di Raiuno: «Non la prenda sottogamba questa cosa, eh». Aspetta di rifare la voce del presidente Rai, Antonio Baldassarre: «Ancora non l' ho sentito, prima o poi dovrà dire qualcosa». Dice che la sua cavia preferita è Pippo Baudo. Un giorno l' ha chiamato con la voce dello stilista Roberto Cavalli: «A Sanremo ti vedrei bene vestito di pelle». «Roberto, ho un' età», rispose Pippo. «Quando ci casca lui, la cosa funziona». In diretta imiterà l' ermetismo snob di Franco Battiato: «Un artista come me, se vende un milione di copie vuol dire che è stato capito. Una coltellata». Fiorello non dispera di averlo in trasmissione, «avevo già preparato il tappeto, il tè, il turbante»...