Fiorello: ho detto addio alle trasgressioni, ora sono un giullare borghese

Paola Pollo

TAORMINA - Gran Hotel Timeo, terrazza sul mare. Dietro il teatro. «Quando ero piccolo venivo a vedere Burt Lancaster: era una montagna. Lancaster...». Una bambina lo tira per un braccio: «Zio balla, balla». Lui canta. Poi si ferma: «Si vede che è la mia nipotina? Quattro anni e guardate qua. Purché non diventi una letterina. Oh ma la sapete l' ultima? Prima i bambini dicevano: "Da grande voglio fare il pompiere". Ora dicono da "grande voglio fare il calciatore con la letterina". Giuro: l'ho sentito dire». Rosario Fiorello, in arte Fiorello, la spina non la stacca mai. Neppure a 42 anni. Neppure su un set (quello del nuovo spot Infostrada prodotto da Brw&Patners) dove si gira e c'è poco tempo per le chiacchiere. Pazienti i due registi Bosi e Sironi, i «Muccino» della pubblicità, lo assecondano negli scherzi: «Ehi Sironi che fai? Il gallo con la modella?», è lo sfottò. Ma quando parla seriamente qualcuno almeno le crede? «Ora che mi ci fa pensare no. Tutti mi chiedono sempre: "Fiore ma stai parlando sul serio"?». Dura la vita del... «Giullare. Sono un giullare. Né un Peter Pan né altro. Non faccio guerre, voglio divertire». Si arrabbia mai? «Qualche volta sì e sono terribile. Ma chiedo sempre scusa». Con le donne? «Anche. Ho preso e dato sberle. Poi è più bello fare la pace». Da chi le ha prese e a chi le ha date? «Non faccio nomi. Ma anche con Susanna, la mia attuale compagna, facciamo delle belle litigate manesche e poi facciamo pace». Già, Susanna: la donna che l'ha cambiato e ne ha fatto un bravo ragazzo. «Esatto. Non è stato un colpo di fulmine, ma ci siamo innamorati. Non mi era mai successo. E sono tanto bravo e tranquillo, che mi faccio schifo. Vivo a Roma, giro in motorino. Al mattino compero i giornali, bevo il caffè con gli amici e vado al supermercato». Niente più vizi? «In passato li ho avuti tutti, ma proprio tutti. Ora non fumo neanche. Potrei dare consigli sui vizi». Abbassa lo sguardo. Dopo il karaoke sbandò per il troppo successo. «Il lunedì non ero nessuno. Il martedì tutti volevano entrare nella mia vita. Sono stato violentato nella mia libertà. Non ero pronto. La gente si vestiva come me, portava i capelli come me. E pensare che quella coda me l' ero fatta perché altrimenti non riuscivo a l eggere gli appunti... È stato un momento difficile. Si aspettavano che facessi sempre meglio. In realtà ogni volta avevo tutto da perdere. Ho provato a fare tante cose. Ma nessuno ci credeva. Ricordo quando Mediaset mi tolse il programma: lo seppi da una parrucchiera...». Fiorello «licenziato» da una parrucchiera? «La incontrai nei corridoi e mi disse "Fiore, sai che Scotti sta preparando il programma che sostituirà il tuo (Passaparola ndr)?». Ecco perché ce l'ha con le «letterine»... «Ma no, letterine o veline, non ha importanza. Mi chiedo solo com'è possibile che non ci siano ragazze altrettanto belle che sappiano ballare e parlare? Comunque se hanno successo è perché piacciono al pubblico. E il pubblico ha sempre ragione. Anche se io, fossi una donna, vorrei essere la Littizzetto, lei sì che è grande». Altre cose che non le piacciono? «Ho alcune prove del nuovo Grande Fratello: sono tutti dei frustrati. Ci provano: fanno le vamp, i palestrati, gli assatanati. Fanno, ma non sono». Prenderebbe dei soldi per non lavorare, come ha fatto Alba Parietti? «Mai. Ed è preoccupante che queste cose accadano. È tragico». Per chi li prende o per chi li da? «Per chi li prende». Un'estate di successi con «Stasera paghi te», la prossima settimana (il 13 e il 14 settembre) a Milano e poi Roma, al Sistina. «Non posso credere che la gente paghi 70 mila lire per venirmi a vedere. Ringrazio Gian Piero Solari che mi ha insegnato il segreto: "Prepara tre ore di spettacolo e ne improvviserai un' ora e mezza senza problemi"». Lei piace, è un trascinatore. «La gente mi ferma di nuovo per strada, è vero. Ma non mi chiedono più se "conservo" il codino. Ora chiacchierano con me. Vogliono che gli faccia Califano. A proposito, lui è entusiasta, mi manda sempre degli sms: "Ah Fiorè quanto sei forte!"». Spunti dall'estate? «La storia di Milingo: fantastica. C'erano i tempi in cui per "Uccelli di Rovo" si gridava allo scandalo. Ora il Papa, che è buono, ha perdonato. Ma Milingo sapeva che lo avrebbe fatto, quindi ha fatto tutto sapendo... Piuttosto chissà cosa avrà combinato lui alla Milinga per ridurla così? Non basta una vita per innamorarsi, lei per una settimana era pronta a morire». Altro? «Il gossip. La vera fiction di noi italiani. Pensate ad Afef che dice a Provero (Provera ndr) "caro, voglio un telefono" e lui le compera la Telecom». Fiorello, ma parla sul serio? «Giuro».