Tornado a Sanremo
Un Fiorello in soccorso della Carrà


dall'inviato Piero Degli Antoni

SANREMO, 27 MARZO 2001 - Il giorno di riposo sembra aver giovato al festival e ai suoi protagonisti, come di solito capita ai calciatori. Dopo la neve dei giorni scorsi, ieri a Sanremo splendeva il sole. Il Festival è rinato, e soprattutto è sbocciato un fiore, anzi un Fiorello. All'inizio, capitan Chiambretti ha confermato di essere il più in forma di tutti: e non per nulla gli autori l'hanno messo subito (il curioso è che Chiambretti non fa parte del cast: è qui come ospite e non ha nemmeno un cachet, solo un rimborso spese). Le sue battute hanno scaldato l'ambiente.

Chiambretti, influenzato (aveva 38 di febbre), ha detto: "Adesso sto meglio, oggi pomeriggio ho preso due supposte di Eminem che manda via non solo gli spettatori, ma anche i germi". E ancora: "Sono il primo giurato del Festival che ammette di essere stato influenzato". E, citando indirettamente l'intervista pubblicata ieri dal nostro giornale, ha proseguito: "La Zanicchi ha detto che voterà per Berlusconi, ma andrebbe a letto con Rutelli. E' una che ha le idee chiare". Infine: "Megan è troppo alta. Quando le ho detto 'pronto', mi ha scambiato per il suo telefonino".

Ma la presenza che ha operato un improvviso lifting al festival è stata quella di Fiorello. A suo agio come non mai nel sovvertire le regole di un mausoleo come Sanremo, ha gigioneggiato sul palco per venti minuti cantando, imitando, prendendo in giro Raffaella, arringando il pubblico, insomma divertendosi e divertendo - cosa rara qui al Festival. Si potrebbe dire che è stata la prova generale per una delle prossime edizioni - magari la prossima, speriamo. E' come se Fiorello avesse voluto dire: vedete? sono capace.L'ex codino ha iniziato con una battuta strepitosa: "Ho saputo che le poltrone della platea costano un milione e mezzo, pazzesco! Io per 50mila lire ho visto il concerto dei Pink Floyd, per un milione e mezzo pretendo almeno Berlusconi e Rutelli che in mutande cantano il loro programma elettorale diretti da Ciampi". E ancora: "Sono venuto qui nel '95. Sei anni fa la Carrà era più giovane di due anni".

Incoraggiato dagli applausi del pubblico, che si era improvvisamente risvegliato dal letargo e non credeva ai suoi occhi, ha infierito su Japino, invitando la gente a gridargli "orendo" con una ere. Poi ha imitato Baglioni, ha furoreggiato con il solito Califano ("me so' magnato l'abito di Terital della Carrà"), è riuscito persino a eccitare il sindaco Giovenale Bottini che entusiasta lo incitava dalla platea, ha baciato la Carrà sulla bocca. Ha arringato gli orchestrali, ha organizzato il coro, ha ballato con e senza Raffaella, ha presentato i Bluvertigo, ha cantato la sua vecchia canzone "Finalmente tu" accompagnato da tutto il pubblico. Insomma Fiorello ha fatto Fiorello, compiendo l'inaspettato miracolo di togliere il cellophan a uno spettacolo findus. L'ha messo nel microonde e l'ha sfornato caldo e fragrante. Ormai è dimostrato: a Sanremo non è obbligatorio annoiarsi.