Il successo in piazza Garibaldi.
Lo showman, tornato sulla spiaggia di velluto dieci anni dopo il karaoke, non
nasconde l’idea di trascorrere in città parte delle sue ferie
E l’assessore finì sulla graticola di Fiorello
Nardella scelto come interlocutore per
le gag improvvisate. Battute anche sull’isola pedonale
Giulia Mancinelli
«Si sa quando inizia ma non si sa
quando finisce». Come dire sul palcoscenico tutto può succedere quando a
tenere le redini dello spettacolo è un “condottiero" come Fiorello.
Domenica sera piazza Garibaldi è stata l'arena dominata dal mattatore
siciliano. In più di tremila non hanno rinunciato alla performance del
beniamino che ha incantato, affascinato e divertito. È stato un trionfo di
applausi la prima nazionale del tour italiano di Fiorello “Stasera paghi
te" il cui show è ormai una garanzia.
A non resistere al fascino del “re del sabato sera" sono stati anche i
tanti vip di casa nostra, la cui presenza non è sembrata solo un fatto di
etichetta. I primi ad arrivare sono stati proprio gli amministratori della
spiaggia di velluto: il vice sindaco Stefanelli, gli assessori Mangialardi,
Ramazzotti, Bertolini e Nardella, interlocutore prediletto del comico per gag
estemporanee. Assente invece, perché in ferie, il primo cittadino Luana
Angeloni. Tanti inoltre i volti noti che si sono intravisti nelle prime file: il
presidente della provincia Enzo Giancarli, l'assessore regionale Lidio Rocchi,
l'industriale Giampaolo Giampaoli e il giornalista Tonino Carino.
Sono circa le 21,45 quando Fiorello irrompe sulla scena, per un esordio che è
tutto un'improvvisazione. Lo spunto gli viene dalle recenti cronache locali. C'è
spazio per complimentarsi con la città per la conquista della Bandiera Blu
della spiaggia di velluto, per ironizzare sulla pista ciclabile (“sapevo che
avete realizzato una pista ad hoc e sono partito da Roma in bici") e
scherzare sul primo cittadino e sugli assessori comunali. Gli ospiti apprezzano,
ridono e stanno alle battute di Fiorello. Lo spettacolo entra subito nel vivo e
conquista i tremila spettatori.
La quotidianità è lo spunto che ispira il cabarettista. Dai mondiali appena
trascorsi, a qualche episodio dell'infanzia dell'artista (presenti in prima fila
mamma, fidanzata, cognato e nipoti), alle sue origini siciliane. Magistralmente
alterna battute, esilaranti gag a tributi canori.
E gli ospiti? Di loro Fiorello proprio non ne ha bisogno. In una sola veste
convivono tanti personaggi. Non rinuncia però all'immancabile Tommasino
Accardo, l'arzillo siciliano con coppola e baffoni ormai dichiarata mascotte di
Fiorello. Lo spettacolo scivola via che è un piacere e il protagonista non
tralascia i suoi cavalli di battaglia, primo fra tutti Ignazio La Russa e il
"siculo".
È circa mezzanotte quando Fiorello congeda la folla dei “senegalesi",
così da lui ribattezzati i cittadini della spiaggia di velluto. Prima di
accorgersene, lo showman è già a bordo dell'auto che lo riporta in albergo,
impossibile avvicinarlo anche per gli irriducibili fans che hanno eluso i
controlli pur di poter entrare allo spettacolo.
Un successo per gli organizzatori e per il Teatro Stabile delle Marche, diretto
da Giampiero Solari nella duplice veste di regista. Il gradimento però lo ha
espresso lo stesso Fiorello che, tornato a Senigallia a dieci anni dal suo
“karaoke", non nasconde l’idea di una vacanza sulla spiaggia di velluto.