Fiorello ha stregato i “senegalesi”
Lo show man impazza sulla spiaggia di velluto con le sue gag

Maria Manganaro

SENIGALLIA - Fiorello non tradisce il suo pubblico. Più che mai nella nuova edizione di "Stasera paghi te!" che domenica scorsa debuttava in piazza a Senigallia, lo showman è se stesso, con il suo gusto per le divagazioni improvvisate, con i suoi saluti alla numerosa e alacre famiglia che lo segue ovunque (mamma compresa), con tutte quelle voci che lo abitano dal di dentro e con prepotenza chiedono di uscire per l’imitazione, con il suo sorriso spontaneo e trascinante. Più di duemila fan paganti, in piazza Garibaldi si divertivano al suo più piccolo gesto, movimento o allusione espressiva, tutti tranne uno. L’uno è in inquilino del palazzo davanti al quale il palcoscenico è stato montato e sul quale Fiorello ha cominciato a provare sabato scorso, quindici minuti dopo la mezzanotte quando, dopo la prima esplosiva nota della band che lo accompagna in tournée si è sentito forte e chiaro un "bastardi!" fuori scena: l’inizio di una lunga e variegata serie di improperie dalla viva voce dell’inquilino a cui è stato interrotto chissà quale splendido sogno. Con le scuse all’inquilino iniziava lo show di Fiorello che proseguiva sul versante locale improvvisando ringraziamenti all’amministrazione del comune ospite, quello dei "senegalesi" (risata generale)... «si chiamano così gli abitanti di Senigallia, no?». Il suo obiettivo principale era l’assessore alla Cultura Nardella, il secondo, al quale riservava un trattamento meno confidenziale, era il sindaco «che non è un uomo». Con entrambi quel famoso sabato sera degli insulti, Fiorello era andato a cenare in un raffinatissimo ristorante che "decorava" le quindici portate di microscopiche porzioni di cibo: un antipasto per il panino al salame che infine saziava l’appetito di un Fiorello in piena forma. Sebbene il titolo sia lo stesso dello spettacolo dello scorso anno a Sirolo, questa nuova versione è teatralmente meno costruita, Fiorello è meno attore e più intrattenitore di masse. Con una libertà che lo porta continuamente a dichiarare il suo affetto per amici e collaboratori, non risparmia battute sull’avventura orientale dei mondiali di calcio, «Lo sport sessualmente atipico, con la sua palla al centro e il fallo laterale». Non mancavano Ronaldo con la sua "pubica" né Moreno, l’arbitro sotto le cui vesti «si nascondeva in realtà l’innamorata di Milingo». Ancora comicità immediata per la goccia che fa traboccare il water e che provoca non pochi divorzi. Eppoi lui, l’imperscrutabile Tommasino Accardo a fargli da spalla (o da mascotte), innamorato da sette mesi... e Ignazio La Russa con la sua voce di gola e la sua forte virilità minacciata da un nipotino di nome Giorgino, subito ribattezzato in Vercingetorige, naturalmente. Immancabile Frank Sinatra che stavolta canta Sting ed anche De Gregori con quella affollata scena di un’Alice che nulla sa. Una lunga serata di imitazioni, canzoni, gag, ricordi infantili di una squadra di pulcini siciliani che si spostava su un carro funebre sui diversi campetti di calcio. La cornice dello show è una serie di grandi proiezioni colorate e d’epoca sul fondo, chiusa ai lati da due maxi schermi con le immagini dello spettacolo ripreso a circuito chiuso. La colonna sonora è sempre quella di una band divertita e irrefrenabile di strumentisti e vocalisti. Il pubblico non pensava più ai 33 euro delle polemiche, applaudiva e si divertiva.