Una folla entusiasta per lo spumeggiante spettacolo dello showman italiano
Impagabile Fiorello a Campione

Nadia Bianchi

Il palcoscenico è davvero il suo habitat naturale. Con la sua spontaneità e la sua capacità di coinvolgere il pubblico, martedì sera Rosario Tindaro Fiorello, 42 anni portati spendidamente, capelli un po' spettinati e sguardo d'ammaliatore, ha trascinato il gremitissimo campo sportivo di Campione in un vortice di risate. Il simpatico e irrefrenabile mattatore siciliano infatti non si è risparmiato. Con lo spettacolo «Stasera paghi te» ha cantato, ballato, imitato, raccontato episodi buffi della sua vita divertendosi e divertendo. Una versione rivisitata dello show televisivo di grande successo «Stasera pago io» che ha stregato e conquistato i quasi 2500 spettatori giunti nell'Enclave.
Grazie ad un tempo clemente, sembra infatti che il cielo si sia illuminato di stelle apposta per lui, dopo un acquazzone che ha ritardato lo spettacolo di mezz'ora, il suo show è iniziato alle 22 circa per concludersi due ore e mezza più tardi. Accompagnato da un'orchestra di 10 elementi ha solcato il palcoscenico lamentandosi simpaticamente del freddo e salutando il pubblico italiano e svizzero anche in un maccheronico francese. I primi applausi li ha strappati con un argomento che non ha entusiasmato il popolo della vicina penisola in questi ultimi tempi: i mondiali di calcio. Con l'imitazione delle gesta del discusso arbitro Moreno e la caricatura dei blasonati e strapagati giocatori italiani ha cominciato a riscaldare l'atmosfera. Non è mancata neanche l'incursione di Tommasino che, con i suoi baffi neri e la coppola appoggiata su un metro e cinquanta (o poco più) di statura, sembra uscito da una foto d'archivio scattata in un paese dell'entroterra siciliano. Con lui Fiorello ha giocato in un «botta e risposta» in cui i più divertiti sembravano proprio loro. Ed è forse questa la grande carta vincente dello spumeggiante showman: si diverte divertendo. Tanta è la disinvoltura e la naturalezza che sembra stia sempre intrattenendo una tavolata di amici.
Che dire poi delle sue imitazioni. Quelle di Celentano, Pino Daniele, Vasco Rossi, Luciano Pavarotti, Zucchero, ma soprattutto dell'inflessibile macho Ignazio Larussa. Dopo il virilissimo Franco Califano con le sue «magnate de trippa» notturne della stagione 2001 quest'anno il suo cavallo di battaglia e il suo tormentone è stato l'esponente di Alleanza Nazionale. «Diciamolo, un uomo così uomo da chiedere alla moglie di non lavargli i maglioni con il Coccolino ma con l'acqua ragia». Fiorello entra e esce dal personaggio Ignazio come se quest'ultimo si impossessasse del suo corpo improvvisamente.
Le gag comiche si sono alternate a vari momenti musicali e hanno abbracciato diversi temi che prestano il fianco all'ironia. A tale proposito non poteva mancare il riferimento alle nevrosi e alle gelosie dell'universo femminile. O ancora l'episodio in cui ha attraversato l'Italia per conoscere i fierissimi genitori, piemontesi doc, della sua fidanzatina di Torino.
Insomma l'instancabile intrattenitore siciliano, ha trascinato il pubblico in una magica e calda atmosfera che si è conclusa con due momenti musicali in cui si sono levati i cori di una platea contenta di aver «pagato lei».