E Fiorello tramutò un rospo in Raffaella Carrà
di Romolo Buffoni
Dopo
le stecche della nazionale di Trapattoni è stato di nuovo Festival ma la musica,
dall'Olimpico a Sanremo, non è affatto cambiata. Poche emozioni, buio pesto. Il
sole sorge sul palco dell'Ariston quando, dopo la pubblicità, spunta Fiorello
che, presto, dovrà rivelarci chi è mai lo stregone che lo ha trasformato in Re
Mida. Deve esserci per forza un segreto dietro la metamorfosi dell'ex animatore
di villaggi turistici il quale, dopo il "Karaoke", aveva infilato un
fiasco dietro l'altro. Da "Stasera pago io" Fiorello è semplicemente
splendido e, probabilmente, se ci provasse riuscirebbe anche a camminare
sull'acqua. Sullo stesso palcoscenico che sei anni fa lo vide fare a pezzi una
bella canzone come era "Finalmente tu", con un audace bacio sulle
labbra è riuscito addirittura a tramutare un rospo in Raffaella Carrà. La
parentesi Fiorello, purtroppo, è durata un battito d'ali di colibrì rispetto
alla montagna di musica mediocre (o clonata) interpretata da personaggi
improbabili, che farebbero la felicità di qualsiasi editore di fumetti.
Prendete, ad esempio, le nuove promesse Principe e Socio M. con la loro "Targata
NA": cabaret puro. Ci si mette pure Anna Oxa: "L'eterno movimento",
in realtà, è un saggio di esercizi di stretching o yoga. Oppure prendete
Sergio Moses: se chiunque di noi lo incontrasse in un vicolo buio e deserto
getterebbe a terra il portafogli e si darebbe alla fuga. Il suo look da
mastrolindo ipertricotico farebbe venire i brividi a Dario Argento. Dalla loro
"Maggie" ci si aspetta come minimo un attacco da "Smoke on the
water" dei Deep Purple e, invece, parte una melodia latte e miele che
carierebbe i denti ad uno squalo bianco. Mah! Insomma, il picco di audience (Fiorello
a parte) lo meriterebbe senza dubbio la telepromozione della Omnitel: quelle
ballerine e quei ballerini vestiti (?) con quei costumini verdi offrono un
condensato di stimoli erotici degni di Tinto Brass. Peccato che al telefonino,
nella scena finale, non risponda mai la tipa bionda…A proposito di eros:
Massimo Ceccherini sta diventando vittima della sua caricatura. Un consiglio:
per cogliere qualche spunto buono per la parte dell'arrapato cronico, vada a
rivedersi qualche film con Lando Buzzanca. Tanto un plagio in più, uno in meno…
Archiviata la gara canora, e senza prima aver fatto gli auguri a Chiambretti
(per la sua febbre non se la prenda con la iettatura di Baudo, ma con le
continue esortazioni della Carrà al pubblico di essere caldi), vale la pena
raccontare il finale. Appare Megan Gale, statuaria e, subito, ti sorprendi a
pensare che dopo di lei ne saranno nate almeno due nane. Beh, proprio la Venere
australiana presenta Anastacia…L'ironia, però, diventa ammirazione nel sentir
cantare la nuova Tina Turner: una canzone con un sound irresistibile. Ma, ancora,
ti sorprendi a chiederti: che ci fa una voce così in un involucro bianco e con
i capelli biondi? La Musica (con la emme maiuscola) diventa definitivamente
padrona dell'Ariston con Pino Daniele, che si presenta un po' alla Lello Arena
ma poi sfodera una "Tempo di cambiare" da brividi. Finito il trip
Anastascia-Daniele si capisce che è tempo sì di cambiare, ma canale. Resta
solo da constatare che la pochezza dei concorrenti rende ancora più sublime il
ricordo di Domenico Modugno e della sua "Volare".
P.S.:
qualcuno si affretterà a sottolineare che il titolo esatto della canzone di
Modugno è "Nel blu dipinto di blu". Costoro si meritano tutti i
Sanremo del mondo e, in più, mille puntate consecutive di "Chi vuol essere
miliardario" e similari.
P.P.S.:
dopo aver visto i primi otto Giovani avevamo detto che sembrava una puntata di
Piccoli Fans e che mancava solo Sandra Milo. Beh, nel dopo-Festival è apparsa
anche la mitica Sandrocchia. Questo Festival non si sta facendo mancare proprio
nulla.