Fiorello, “voce” di Johan Padan: doppiare che divertimento
Ettore Brenta
Venezia - Pur bacchettato dalla seriosa moderatrice dell'incontro stampa, Fiorello il suo show lo fa lo stesso alla conferenza stampa di presentazione di Johan Padan, il cartone animato di Giulio Cingoli tratto dall'opera teatrale di Dario Fo, anche se poi dà il meglio solo alla fine. Quando il conduttore, che nel film dà la voce al protagonista del cartoon, si mette a scherzare con l'interprete inglese che sta traducendo una sua risposta («ma come fai a anticipare le parole che sto per dire... come ti chiami?») la moderatrice non ci sta e lo mette in riga: «Casomai, vi incontrate fuori dopo, qui si parla di cinema» dice verso Fiorello con tono scostante. Ma il conduttore siciliano obietta: «Non ci dobbiamo prendere troppo sul serio, il cinema è una cosa da ridere e poi questo è un cartoon...». Poi Fiorello ricorda l'incontro con Dario Fò («appena l'ho visto gli ho detto: io ho vinto un Telegatto e Lei?») e come il premio Nobel per la letteratura alla fine sia «uno che cazzeggia, ride molto, ma poi su una parola come “cauterizzare” ti tiene 20 minuti e ti spiega tutto, dall'etimologia al significato più raro». Ma poi aggiunge: «L'imbarazzo con Dario è durato poco e ci siamo ritrovati qualche giorno dopo a cantare in “gramelot” napoletano durante un'intervista di un tg». John Padan a la Descoverta de le Americhe, che vanta la supervisione alla colonna musicale del piacentino Francesco Rapaccioli, racconta la storia di Johan, un giovane di origine bergamasca che vive tra Venezia e Siviglia, che si trova per la sua esuberanza imbarcato per le Americhe. Qui incontrerà gli Indios della Florida e diventerà un loro leader insegnando loro il Cristianesimo e come resistere ai conquistadores. Nel cartoon, nelle sale dal 18 ottobre, i dialoghi sono a cura dello stesso Fo mentre le canzoni sono cantate da Paola Folli, compagna di Rapaccioli, e Fiorello. Film spumeggiante, con una storia ben raccontata, è un bell'esempio di “cartoon” all'italiana e la musica, accompagnata dalla bella voce della Folli è molto suggestiva. «Fare il doppiaggio - dice lo showman - mi piace molto e non è per me la prima volta (Anastasia). E' vero però che non ho mai doppiato un attore e, semmai mi dovesse capitare, lo farei con un attore nuovo di zecca così potrei fare come Lionello che con Woody Allen ci ha magnato tutta la vita». Comunque ha aggiunto: «Mi piacerebbe davvero doppiare un attore in carne e ossa o anche doppiare lo stesso Berlusconi». Per il conduttore che ha annunciato partirà con il suo nuovo spettacolo il 6 gennaio al Sistina di Roma nessuna volontà da fare l'attore: «L'ho già fatto una volta con Cartoni animatI di Sergio Citti, un film mai uscito, ma non mi ci vedo proprio: per fare una battuta ci vogliono due ore e con lo stesso tempo faccio un programma in tv».