Rosario Fiorello è sbarcato sul Lido con il regista Giulio Cingoli e l'illustratore Adelchi Galloni
VENEZIA - E solo a Leone assegnato
è arrivato a Venezia Dario Fo, che ha ideato l'evento speciale fuori concorso
alla 59esima Mostra del Cinema di Venezia.
«Johan Padan a la descoverta de le Americhe» è un cartoon, dal 15 ottobre nei
cinema, e tratto dall'omonima commedia portata in scena da Fo nel 1991. Bene, la
proiezione era fissata in contemporanea alla Premiazione. Ed è successo che la
sala fosse vuota. Sicche Fo, dopo aver protestato per l’organizzasione, si è
messo con Fiorello a chiamare in sala qualche spettatore-vip. Riuscendo alla
fine a raggranellare ben trecento spettatori. Ma con molta rabbia.
Ma chi è Johan Padan? Un bergamasco, eroe un po' cialtrone, marinaio che arriva
nel nuovo mondo da poco conquistato con il sangue.
A doppiare la voce di Johan Padan, longilineo marinaio dalla folta capigliatura
bionda, c'è Rosario Fiorello che insieme con Paola Folli esegue anche le belle
canzoni del film. «Non finirò mai di ringraziare i produttori per il coraggio
che hanno avuto nel chiamarmi a far parte di questa impresa - ha detto Fiorello
-. Non sono un attore, nè un doppiatore professionista, ma ho sempre prestato
la mia voce alla radio e mi sono applicato molto per togliere le mie inflessioni
siciliane a questo curioso personaggio bergamasco. Ho già doppiato "Anastasia"
e non ho intenzione di doppiare alcun essere umano, anche se mi piacerebbe farlo
con Berlusconi. Johan, sebbene all'inizio cerchi di sfruttare gli Indiani con le
penne in testa, alla fine rimane rapito dalla loro ingenuità e dal loro amore
puro. Si trasforma così in un eroe e resterà prigioniero del loro amore, pur
essendo pieno dei soliti luoghi comuni sugli indigeni: giudicati senza morale
senza Dio, che bisogna educare. Johan scopre, però, che quelle bestie hanno
virtù perdute dall'uomo bianco e insegnerà agli Indios come ribellarsi alle
oppressioni e alle vioolenze dei soldati spagnoli. È la prima opera
d'animazione realizzata con l'aiuto statale del Fondo di Garanzia. È un film
che spero porti allegria nella gente. In questi giorni, ho seguito le conferenze
della Mostra e trovo che siano state troppo seriose: il cinema è divertimento e
deve invogliare il pubblico ad andare nelle sale. È assurdo ostentare tanta
esagerata serietà nel mondo cinematografico, proprio ora che sta vivendo una
nuova rinascita».