A Venezia come «voce» del protagonista del cartoon
«Johan Padan»
Fiorello contro i politici
Lo showman ospite dell'ultima giornata della Mostra
Marina Pertile
VENEZIA - Irresistibile Fiorello! E' arrivato alla Mostra con Johan Padan, il cartoon che Giulio Cingoli ha tratto da uno spettacolo di Dario Fo, in cui dà voce al protagonista: un giovanotto «nullagonista» bergamasco del '500 che, in fuga da Venezia, finisce prima a Siviglia e finalmente, dopo un naufragio in caravella, prigioniero d'amore tra gli indiani della Florida. Le caravelle erano, ovviamente, piene di predatori spagnoli inviati dall'avida regina in cerca d'oro e di schiavi.Chi sono, secondo lei, chiedo a Fiorello, i perdatori della nostra epoca?
«Tanto per cominciare i predati siamo noi cittadini. I predatori sono, invece, i politici. Sia di Destra, di Centro che di Sinistra. Ormai l'abbiamo capito: vanno al Governo, litigano tra loro, e per noi non cambia niente. Sono rimasto incantato l'altro giorno quando Berlusconi ha dichiarato: non frugheremo nelle tasche degli italiani. Ma vi rendete conto? Ha regalato alla figlia di Aznar un collier di brillanti antichi e me lo sono immaginato mentre diceva: tanto la spesa la scarichiamo. Penso che almeno Aznar farebbe bene a mandare a tutti gli italiani un bigliettino di ringraziamento!».
Può raccontarci com'è andato il primo incontro in sala di doppiaggio con Dario Fo?
«Gli ho detto: salve, io ho vinto un Telegatto e lei? Insomma, ero emozionato. Non posso dire che cose banali su un uomo così straordinario. E' un cazzeggione, questo è il bello. Poi, però, se gli fai una domanda su una cosa qualsiasi, cauterizzare, ad esempio, che è una parola che abbiamo usato nel film, ti intrattiene 20 minuti di seguito sulla sua etimologia. E un tipo da terza media come me rimane senza fiato».
Dopo questa esperienza le è venuta voglia di girare un film in carne ed ossa?
«Ne ho fatto fortunatamente solo uno: Cartoni animati con Citti che voglio salutare perchè non sta bene. Ma non mi sono piaciuto. Ho capito che questo non è il mio mestiere. Perdi due ore per dire una battuta. Io in due ore faccio, invece, un programma! Mi hanno proposto anche molti musical, ma il discorso è lo stesso. Mi stufo a dire ogni sera sempre le stesse cose. Io mi diverto a improvvisare. Sere fa a Lecce ho improvvisato un monologo con la statua di Manuela Arcuri. No, preferisco i miei show, oppure il doppiaggio. Cerchi di dare l'anima al tuo personaggio. Poi qui ho anche cantato delle belle canzoni melodiche. L'avevo già fatto in Anastasia un cartoon della Fox, mentre non mi è mai capitato di doppiare un umano. Mi piacerebbe, però, doppiare Berlusconi. Oppure un nuovo attore, così faccio come Lionello con De Niro: lo doppio tutta la vita».