Processo alla guardia del corpo. Lo showman:
L'arma-giocattolo fu rubata dal guardaspalle al re del karaoke
MILANO - Una rapina maldestra, una pistola di plastica, un guardaspalle in manette ed un celebre showman che lo difende. Parrebbero gli ingredienti ideali per un giallo di qualche regista californiano, in realtà è un'opera buffa in scena nelle aule del tribunale milanese. Protagonista, suo malgrado, è Fiorello, chiamato a testimoniare dai giudici. E costretto a ripetere la singolare versione resa nel corso delle indagini: «E vero, nella mia villa c'era un revolver finto: lo usavo io. Amo i fil m d'azione e mentre li vedo gioco con quella pistola». A dispetto dei trentacinque anni, festeggiati in compagnia di Anna Falchi, il re del Karaoke pare avere conservato gusti da ragazzino terribile, con troppe letture di Tex Willer alle spalle. Do po ogni western o poliziesco ingaggia duelli nel salotto di casa mimando gli eroi del grande schermo. Sfide serrate all'ultimo «bang bang!». La replica di questo show era prevista per ieri mattina. Fiorello avrebbe dovuto testimoniare in favore del suo guardaspalle, Roberto Maiorano, 32 anni, imputato per una rapina alquanto fantozziana. Maiorano il 9 aprile dello scorso anno avrebbe assaltato con un complice la discoteca Shocking Club nel centro di Milano. I banditi sono entrati in azione a lle sei di mattina: nel locale erano rimasti soltanto otto dipendenti impegnati nelle pulizie. Il bottino era dei migliori: quaranta milioni in contanti, l'incasso di un ricco sabato sera. I rapinatori, armati di pistola, avevano il volto coperto c on una calza. Un trucco inutile: il personale dello Shocking aveva riconosciuto uno dei malviventi. Si sarebbe trattato proprio di Maiorano, fino a pochi mesi prima buttafuori della stessa discoteca poi passato alle dipendenze di Fiorello. Per la polizia e per il pubblico ministero Francesco Prete è stato un lavoro facile, con l'unica preoccupazione di non allarmare i cronisti. Il cellulare di Maiorano è stato messo sotto controllo e gli investigatori si sono interessati ad alcune conversazion i con un altro giovane nelle quali si sarebbe accennato al colpo. Ma il secondo uomo aveva fornito un alibi inattaccabile: al momento del raid si trovava in un altro night, in compagnia di molte persone che hanno confermato la sua versione. Più gra ve invece la posizione di Maiorano. Anche perché durante la perquisizione nel suo alloggio, all'interno della villa comasca di Fiorello, la polizia ha ritrovato la pistola di plastica dipinta, molto simile a quella usata durante la razzia. E la prova decisiva? A questo punto la battuta passa a Fiorello. Il pm lo ha convocato nella scorsa estate alle otto di sera, per evitare qualunque pubblicità. E la star televisiva ha raccontato la storia del revolver e delle sue abitudini cinematografiche. Il suo avvocato ieri sera ha precisato: «Il signor Roberto Maiorano era un dipendente della società "Showgang" controllata da Claudio Cecchetto che gestiva l'artista Rosario Fiorello» e che «soltanto in tale veste aveva la funzione di accompagnare negli spettacoli l'artista». Inoltre, «Fiorello e Maiorano non vivevano nella stessa abitazione». Le parole del cantante non hanno salvato Maiorano dal giudizio, aperto ieri davanti alla prima sezione penale. Fiorello dovrà ripresentarsi il 27 marz o. E spiegare che, oltre allo spazzolino, non dimentica mai neanche il revolver giocattolo.