L'inchiesta sulla coca in Sardegna: perquisita anche la villa di Fiorello
PORTO CERVO (Sassari) - Fiorello era «osservato», da tempo e con discrezione. Non è la prima volta che il cantante-presentatore viene convocato dagli inquirenti per storie di cocaina. Anche lo scorso anno, sempre in Costa Smerald a, lui e Anna Falchi, allora sua compagna, furono chiamati a spiegare i rapporti con l'ambiguo ambiente che frequentava la «Pinta», locale molto noto a Portorotondo, vip e fornitori di droga. Testimoni o «persone informate sui fatti», esattamente com e adesso risultano essere Fiorello e Jerry Calà. Storie parallele ma diverse e non collegate, assicurano alla Procura di Tempio Pausania. Fra l'altro, tutte le trascrizioni delle conversazioni fra i frequentatori della «Pinta» che chiedevano «C'è n eve?» e i gestori accusati di spaccio di cocaina, non sono state completate né a disposizione del tribunale che le ha ordinate. Non è dunque un ritorno di fiamma della vecchia vicenda, è piuttosto un nuovo filone d'indagini. Ma nell'inchiesta c'è u n cono d'ombra, la perquisizione della villa di Porto Cervo nella quale Fiorello era in vacanza. Perquisizione che di norma ha valore di avviso di garanzia. Allora: indagato, testimone o persona informata sui fatti? «Sul signor Rosario Fiorello - insiste uno dei difensori, l'avvocato Agostinangelo Marras - non ci sono elementi di rilevanza penale, me lo ha confermato il magistrato». Gli agenti si sono presentati nella villa al mattino di mercoledì, avevano un mandato del magistrato e indicazioni precise, fornite dal cameriere che ha confessato di avere procurato la cocaina ai vip. Cercavano un vassoio e alcune bustine. La polizia verifica la confessione del cameriere. «Mai visto né conosciuto» hanno detto Calà e Fiorello, indicati come i de stinatari della coca insieme con altre 5 persone, fra cui l'attore inglese Harry Davis. Le indagini puntano al vertice dell'organizzazione che controlla il traffico di droga sulla Costa Smeralda.