Lo showman in versione
Saremo in tournee fino al 2000 e al Giubileo recitero
davanti
al Papa. Ma prima sul video, "Un disco per l'estate" e "Buona
domenica"
Maria Volpe
MILANO Farà Don Bosco in un musical di Garinei, sarà un prete in un film-tv e inciderà un disco dedicato al matrimonio. Ecco Fiorello nuova versione, folgorato sulla via di Damasco, ma che non rinuncia ai piaceri della vita. - Fiorello sprituale: cos'è accaduto? «Dai tempi del karaoke è stato tutto un susseguirsi di eventi che mi hanno impedito di riflettere, non mi rendevo conto neppure di essere diventato così popolare tra la gente. Quando poi mi sono staccato dal gruppo di Cecche tto ho cominciato a ragionare con la mia testa e ho deciso di sfruttare al meglio il mio successo. E quasi per incanto mi sono piovute addosso offerte allettanti». - Come quella di Garinei. «Sì. Abbiamo fatto una bella chiacchierata nel suo studi o, al Teatro Sistina di Roma, pieno di locandine mitiche. Io i suoi musical li conosco tutti perché li riproponevo nei villaggi vacanze. A un certo punto mi ha chiesto di rifare "Ciao Rudy". Dice che assomiglio a Rodolfo Valentino. Ma sono rimasto pe rplesso: temevo il confronto con il passato, con Mastroianni. Preferivo qualcosa di nuovo». - E così le ha proposto di interpretare la vita di Don Bosco. «Si chiamerà "Lei ci crede ai miracoli?". Ci saranno molti episodi della vita di Don Bosco c he in fin dei conti era un animatore, proprio come me. Pur essendo un sacerdote aveva un modo di fare allegro, fuori dagli schemi. Sapeva intrattenere i ragazzi e raccoglierli attorno a sé. Mi piace molto questo messaggio positivo per i giovani. I Sa lesiani (Don Bosco apparteneva a quell'ordine, ndr) ci daranno una mano per divulgare lo spettacolo in tutta Europa e anche in America. Nel 2000, anno del Giubileo, lo faremo anche davanti al Papa». - Un impegno notevole. Sicuro, con il suo caratte re, di non stancarsi? «Un po' mi preoccupa, ma è una sfida. Io, per esempio, detesto imparare le parti a memoria, ma questa volta sono sicuro che ce la farò». - E l'altro prete della sua vita? «Divertentissimo. Una breve partecipazione in un fi lm-tv che andrà in onda su Canale 5, "Dio vede e provvede" con Remo Girone e Angela Finocchiaro. Io sarò il prete che li sposa e che poi si mette a cantare una canzone "Ci vuole amore" sul tema del matrimonio. Credo sia innovativo: nelle canzoni si p arla sempre d'amore mai di legami duraturi. Mi piacerebbe davvero che si tornasse a riflettere sul valore del matrimonio. Io credo molto a questo vincolo sacro. Non mi sposerò mai in Comune davanti a uno qualunque. Voglio sposarmi in chiesa e non mi separerò mai o, se anche sarò costretto a farlo, mi considererò sempre legato a quella donna. Sarò banale, ma io credo nel valore della famiglia e mi spaventa molto la facilità con cui si divorzia oggi. I figli dei separati sono infelici». - Garine i impegnerà tutti i suoi prossimi anni dunque? «No. Intanto adesso a fine giugno condurrò il "Disco per l'estate" con Paola Barale. Sto lavorando con Cassano a un nuovo lp, tutto di brani inediti, che uscirà a ottobre. Ho anche scritto testi e musica di una canzone che forse non inserirò nell'album perché voglio portarla al Festival di Sanremo. Racconta le emozioni di questo mio periodo fantastico, la mia voglia di vivere: "Questa forza che può cambiare gli eventi e la gente attorno a t e"». - E a settembre «Buona domenica»? «Con Costanzo. Ma non voglio gareggiare con Mara Venier, non mi interessano gli ascolti, voglio solo che la gente si diverta. Se qualcuno di Canale 5 mi telefona il lunedì mattina per dirmi quanta audience i n più o in meno abbiamo avuto, mollo tutto. Poi a maggio '97 saluto la tv e mi dedico al musical, che debutterà a novembre. Quando nel 1998 proseguirò le repliche in teatro, comincerò le riprese per un film televisivo: sei puntate nelle quali interpreto un poliziotto divertente alla Eddy Murphy».