"Macchè Bonolis. A Fiorello il festival 2002"
dall'inviato Piero Degli Antoni
SANREMO,
4 marzo 2001 - Com'è volubile il mondo televisivo. Sono bastati venti minuti di
esibizione di Fiorello, giovedì sera, per mettere Bonolis in un cantuccio e far
brillare la stella dell'ex codino. "Macché Bonolis, vogliamo Fiorello!"
inneggiano i discografici dopo la travolgente esibizione. "Pretendiamo
dalla Rai un progetto forte. Chiederemo la presenza di Fiorello. E' più adatto
di Bonolis al rapporto con la musica. Lo ha dimostrato nel suo varietà 'Stasera
pago io' e nel Festivalbar". Risponde il direttore di Raiuno Maurizio
Beretta: "Vuol dire che l'anno prossimo sceglieremo democraticamente il
conduttore con un forum su Internet".
Nel
partito fiorellista si è prontamente iscritto anche il consigliere di
amministrazione Rai Giampiero Gamaleri, il quale ha smentito che il contratto
con Bonolis sia già stato firmato (recenti le polemiche sulla sua propensione
artistica per "culi e tette"), facendo intendere che la sua preferenza
va senz'altro a Fiorello. Persino il solitamente ecumenico Mario Maffucci,
direttore artistico del Festival, ha osato commentare: "Fiorello è
riuscito a accendere persino la Carrà". In ogni caso, "il Festival
non può essere consegnato all'artista chiavi in mano. L'anno prossimo il
testimonial incaricato dovrà presentarci un progetto, che realizzeremo secondo
le possibilità date dal budget".
Progetto
forte
Come
se non bastasse, i discografici sono alquanto arrabbiati con le considerazioni
apparentemente tecniche svolte dal direttore di Raiuno Maurizio Beretta. Il
quale, Auditel alla mano, non ha potuto fare a meno di osservare: "All'annuncio
del brano in gara l'ascolto televisivo sale. Poi, durante l'esecuzione, scende,
in modo più o meno accentuato a seconda dell'artista". I discografici
hanno così tradotto l'asserzione: lo spettacolo "tira", la musica
invece fa scappare gli spettatori. Apriti cielo. Il responsabile della Fimi (l'associazione
delle multinazionali del disco), Enzo Mazza, ha commentato: "E' come dare
la colpa di un disastro aereo ai passeggeri. Non sanno ciò che dicono e
finiscono col dare la colpa alla musica quando il problema sono il contenuto e
il progetto complessivo: entrambi carenti. Criticammo gli eccessi di Fazio, ma
almeno quello era un progetto forte".
L'ironia
di Peppino
Un
diretto interessato, Peppino Di Capri, osserva con ironia partenopea: "E'
la prima volta che sento una cosa del genere. Una volta la canzone era
importante in quanto tale. Invece in questi anni si è seguita un'altra
filosofia: più spettacolo c'è, e meglio è. Ma allora bastava chiamare un
presentatore, un paio di comici, qualche ospite internazionale. Fatevi lo show
da soli: tanto le canzoni italiane non servono più! Se davvero ammazzano
l'ascolto, eliminiamole del tutto... la verità è che fin dall'inizio l'accento
è stato messo sulla parte spettacolare. Guardate Eminem, sembrava che dovesse
venire a fare chissà che... Con questo approccio è chiaro che alla fine la
canzone sembra solo un riempitivo superfluo, quasi uno spot pubblicitario..."
Caduta
libera
Sarà
colpa di questo o di quello, però intanto gli ascolti continuano a scendere,
nonostante Fiorello. La prima parte di giovedì sera è stata seguita da 12,5
milioni (mezzo in meno rispetto all'anno scorso); la seconda parte da 8 milioni
(un milione in meno). In share, si sono persi per strada 5 punti (il
Dopofestival invece, inspiegabilmente, sta migliorando). Per questo, l'altra
notte, il direttore di Raiuno Beretta ha scongiurato Fiorello di fermarsi per
un'altra serata. Ma Fiorello, che certo non è uno stupido, ha gentilmente
declinato l'invito: ora è lui il candidato ideale per l'anno prossimo, perché
sprecarsi per la Carrà?Ma le polemiche non finiscono qui. L'assessore Antonio
Bissolotti ha dichiarato che il Comune è "fortemente perplesso" su
questo Festival, e ha aggiunto che il progetto approvato prevedeva la doppia
conduzione Carrà-Fiorello, poi perso per strada all'ultimo momento.
Per
oggi è stata indetta una conferenza stampa che si annuncia alquanto animata.
Intanto Maffucci ha chiesto scusa a "Striscia la notizia" per la
rullata di tamburo assestata a Staffelli dai Sottotono. Ormai, in ogni caso,
siamo arrivati alla volata finale. Per il rush conclusivo la Carrà si è
affidata all'unico modello di spettacolo da lei conosciuto: la ben retribuita
cooptazione di grossi esponenti hollywoodiani. Per stasera, come è noto, è
stato ingaggiato Antonio Banderas, suo antico pallino. Si dice che il compenso
si aggiri sui 500 milioni, anche se pare strana la differenza con il cachet di
Russell Crowe (360 milioni), il divo più in voga del momento. In ogni caso,
ricordatevi, sono tutti soldi nostri.