Lo showman della canzone
Fiorello: Spero non mi facciano mai niente

Maria Volpe

satira politica
Il problema
e che domenica

si deve votare>
Costanzo: niente
commenti

MILANO - Proteste, reclami e un'interrogazione parlamentare. Così è finita la canzone rap cantata l'atroieri da Fiorello durante «Buona domenica», su Canale 5 («Ce l'ho contro Davigo perché son figo perché son figo / Io odio anche Borrelli perché son vivo finché son vivo / Niente e nessun pm potrà fermarmi da ragionare». Finalino: «Berlusca che va ohoho / Berlusca che viene che va / Antiulivo») e proposta anche in coro con Claudio Lippi e Paola Barale. Fiorello sceglie una linea di difesa iron ica. «Quando ieri ho letto il titolo del Corriere: "Fiorello canta contro Davigo e Borrelli", mi sono sentito importante. Il mio nome vicino a due personaggi come loro! Insomma io li ammiro molto, sono due magistrati che fanno il loro dovere. Perché dovrei avercela con loro e addirittura cantare inni denigratori? Non mi hanno fatto niente e spero francamente non mi facciano mai niente. Sono uomini intelligenti, secondo me si sono fatti una bella risata». Anche lei, come il produttore del progr amma, è dell'idea che si trattava di satira e dunque tutto è concesso? «Beh, certo. Il problema è che tutti credono che la satira politica sia solo su Raitre e a "Striscia la notizia". Se certe cose le dicono i fratelli Guzzanti va bene, se le diciamo noi che siamo nazional popolari, allora non va più bene. Comunque sia, noi da 32 settimane prendiamo in giro tutto e tutti e abbiamo detto cose anche più forti di quelle di domenica. Ma è normale che qualcuno si arrabbi». In questo ca so è stato l'Ulivo. Perché secondo lei? «Perché credono che sia stata un'operazione organizzata da Mediaset contro di loro, tramite noi "tre deficienti". Invece non è così. L'unico aspetto su cui possono avere ragione è che domenica prossima c'è il b allottaggio in due grandi città. La famosa par condicio forse non è stata rispettata. Ma l'unico che avrebbe dovuto prendersela davvero era Berlusconi». Un no-comment arriva da Maurizio Costanzo, il giornalista che firma la trasmissione domenicale di Canale 5: «Una vicenda che non voglio commentare, una storia su cui non ho proprio nulla da dire». E il Senatore dell'Ulivo, Alessandro Pardini di Brescia, che già domenica sera poco dopo la performance di Fiorello ha manifestato il suo disappun to («è vergognoso che si debbano sentire certi ritornelli in un programma per famiglie, a una settimana dal voto. La gente non ha affatto colto l'ironia del messaggio») oggi presenterà un'interrogazione parlamentare al ministro delle Poste, Antonio M accanico. Chiederà al ministro «se ritiene corretto che una tv, ad una settimana dal voto nelle amministrazioni dove si svolgeranno i ballottaggi, lanci slogan a favore di uno schieramento politico, e se ritiene giusto cantare contro i magistrati». «Di questo episodio - ha detto Pardini - informerò anche il presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, Francesco Storace. Non so se è competente anche per le tv private, ma visto che è sempre pronto a definire la tv pubblica "Tv dell'Ulivo ", vorrei che si esprimesse anche su quanto accaduto l'altra sera in "Buona domenica"».