«Stasera paghi te!» ha chiuso una giornata ricca di appuntamenti. L’artista siciliano non ha deluso la platea di invitati
Fiorello, la ciliegina sulla torta
Lo hanno acclamato in 4 mila, tra risate e una pioggia di applausi

Matteo Asti

Arriva Fiorello ed è un successo. Non c'era bisogno di un battesimo ufficiale per aprire le porte del mondo dello spettacolo al nuovo polo espositivo Brixia Expo, eppure quello che l'intrattenitore più acclamato della televisione ha fatto ieri sera, ci è andato molto vicino. Le gradinate confinate nella parte finale della spaziosissima struttura progettata dall'architetto Marek Piotrowski, erano colme di un pubblico caldo e coinvolto sin dai primi minuti. Un pubblico ridotto, si fa per dire, di 4000 persone, invitate dalla Immobiliare Fiera Spa per assistere ad cabaret meno televisivo di quanto ci si potesse immaginare per l'ex conduttore del Karaoke. Tempi lunghi, parentesi che si aprono, spesso senza dover ritornare all’argomento principale e lasciando scegliere allo spirito festoso della sala quali temi privilegiare.
E Fiorello con lo spettacolo "Stasera paghi te!" non delude. Non poteva farlo perché la giornata era tra le più belle, era quella dell'orgoglio di chi ha dimostrato di sapersi rimboccare le maniche e dar vita a qualcosa di importante. In prima fila c’è Francesco Bettoni, presidente della Camera di Commercio e anima del progetto della Fiera. Fiorello per lui chiede l’applauso, lo scherza e lo prende di mira con qualche battuta. Ma è il gran giorno dell’inaugurazione e per Bettoni va bene anche stare al gioco e farsi prendere in giro. Non c’è niente di meglio di un po’ di allegria per chiudere alla grande la giornata di festa.
Rosario Fiorello dopo più di dieci anni di televisione è al suo primo tour teatrale: non è un ragazzo che aiuta degli impacciati ospiti ad intonare una canzone, ma un animale da palcoscenico che si muove con ritmi e pause di chi sa giostrarsi con il grande pubblico, anche dal vivo. La fortunata formula del programma "Stasera pago io" è ancora più divertente vista da una platea.
Tutto è preparato, eppure resta la sensazione che le cose si facciano sul momento, che con lo showman che ha iniziato la carriera come barista nei villaggi non cambieresti canale.
«Questa serata non si pagava» dice all’inizio Fiorello «quindi abbiamo deciso di devolvere l’incasso al Billionaire di Briatore, perché noi pensiamo alla povera gente che è costretta a vivere in Sardegna su uno yacht».
Partono facilmente gli applausi, fin troppo, ma lui se li vuole guadagnare e allora spara a raffica battute sul Presidente del Consiglio: «Da piccolo lui giocava al Monopoli ma quello vero. Adesso sulla guerra ci ha tranquillizzato: prima che l’America attacchi, Bush lo chiama per avvertirlo».
A dargli man forte c'era la sua band di sette elementi, tutti ottimi musicisti e carichi d’entusiasmo. E naturalmente c'era l'ormai inseparabile Tommasino Accardo, l'arzillo siciliano con coppola e baffoni, che ha dovuto aspettare la pensione, prima di guadagnarsi i riflettori e la qualità di mascotte ufficiale di Fiorello, che non perde un secondo senza prenderlo per i fondelli.
I temi dei racconti comici che Rosario racconta sul palco prendono spunto dalla realtà quotidiana, come i litigi tra uomini e donne, o da qualche nostalgico ricordo dell'infanzia e della giovinezza.
Agli interventi teatrali si sono alternate le intramontabili canzoni "evergreen", che tradotto significa quelle che quando le senti, non puoi trattenerti dal muovere le labbra e evitare di battere i piedi per tenerne il ritmo, anche se sono uscite trent'anni fa.
Poi c’era l’ombra inquietante di Tiziano Ferro, di cui Fiorello si diverte a leggere il testo di "Rosso relativo", cercando di trovare un senso ai suoi accostamenti di immagini piuttosto criptici.
Fiorello si rifà agli spettacoli di una volta, alterna battute scherzose ad altre che mettono in ballo i temi della guerra o della fecondazione artificiale («adesso c’è l’inseminazione artificiale, ma se Marzullo facesse il donatore?»). Alla fine non c’è nessuno che non vorrebbe chiedere il bis.
Ora non c'è che da aspettare i prossimi appuntamenti di Brixia Expo con gli spettacoli. Probabilmente li ospiterà triplicando le gradinate e facendo posto per almeno 12.000 spettatori, come qualche giorno fa già anticipava il presidente della Camera di Commercio Francesco Bettoni. Come dire, addio vecchio caro Eib, benvenuti grandi concerti a Brescia.