Fiorello: non sono contro Biagi
Betty Giuliani
ROMA - "Accetto le critiche ma non le offese personali. Non
ce l'ho con Biagi, me la sarei presa anche con mia madre se mi avessero preso a
parolacce. Confesso che ci sono rimasto male perché l'offesa viene da uno che
stimo, ma creare una polemica su quanto ho detto in un'intervista a un
settimanale non sta né in cielo né in terra".
Fiorello ci tiene a precisarlo alla conferenza del suo nuovo programma
radiofonico Viva Radio 2, che guiderà con Marco Baldini dal 7 ottobre
dal lunedì al venerdì alle 13,40 fino a dicembre. Assicura di non essere contro
il giornalista che lo criticò duramente per aver toccato gli attributi a Baudo
durante Sanremo. "Trovo che sarebbe giusto gli ridessero il posto che gli
compete - aggiunge convinto - visto che c'è un bel buco nel palinsesto".
Lui invece si tiene volentieri lontano dalla tv, dove non prevede di tornare
prima della primavera 2004, e solo se avrà qualcosa di veramente nuovo da dire.
Per questo è infastidito che la rete ammiraglia stia rimandando in onda il suo
show a spezzoni quasi ogni sera dopo il Tg1. "Non era un programma a
episodi - si rammarica - estrapolarlo dal suo contesto toglie valore a una cosa
buona che ho fatto, e solo tre mesi fa, ma nessuno mi ascolta". Da gennaio
si consolerà in teatro, con uno show itinerante in cui metterà in scena questi
due anni di successi.
Ma prima di tutto viene la radio, il suo habitat ideale, dove dar libero sfogo
alle sue esilaranti improvvisazioni. "Farò Berlusconi musicato da Apicella,
mentre consiglia al telefono Bush di attaccare l'Iraq tra il primo e il secondo
tempo della partita del Milan, incollando sui missile i distintivi del Biscione",
anticipa.
Ed è solo un esempio della sua ironica e infinita galleria di personaggi in cui
prenderanno vita il presidente Ciampi col suo discorso agli italiani e la first
lady che parla di tv deficiente, i direttore generale Rai Saccà e il capo della
prima rete Del Noce, gli immancabili Vespa e Nanni Moretti. Annuncia che avrà
anche lui un' Accademia dei "saranno famosi" calabrese, con tanto di Operazione
Aspromonte.
Fiorello, cos'altro ci prepari?
Non so bene, sarà un vero work in progress, tutto da improvvisare, a
parte una griglia di base con finestre sull'attualità che Marco e io
commenteremo insieme a ospiti vari.
Perché proprio la radio?
Perché sono nato proprio lì nel '74, è stato il "saranno famosi"
di tanti tra cui Scotti, Amadeus, Chiambretti quando la tv non aveva programmi
sperimentali. E' il mezzo con cui mi esprimo meglio, uno spirito libero come me
mal sopporta di essere imbrigliato dalle telecamere.
Non sarà perché le reti pubbliche navigano in acque agitate?
Non vedo questa crisi in Rai, se escludiamo Striscia la notizia,
la prima rete vince anche col tg. Ma io ho appena finito e non ho nulla di nuovo
da dire.
Il sabato della lotteria l'avresti condotto? E Miss Italia?
Non sono programmi adatti a me: non sono capace di far vendere
biglietti, e alla terza miss elencata me la darei a gambe.
Ma lo show di Morandi ti piace?
La vera sorpresa è Paola Cortellesi che canta come Giorgia e fa pure
ridere, spero le diano più spazio. Il gioco proprio non lo reggo, ma mia madre
sta incollata al video col biglietto. Avere un migliaio di persone in studio non
è facile, però vedendolo da casa mi verrebbe voglia di farlo.
Ma se Gianni ti chiamasse come ospite o Baudo per Sanremo?
Amici ne ho tanti, come dir loro di no. L'ideale e non andare da
nessuno se non ho cose nuove da dire. Sto coi piedi per terra, da due anni mi va
tutto bene, sento rumore di tonfo.
Sei d'accordo sui tanti programmi che mandano i giovani allo sbaraglio?
Fortunati loro che hanno tante opportunità di esprimersi, io ho
passato diciotto anni nei villaggi turistici prima di trovare un buco in tv. Ma
spero che non si esageri con questa moda, non vorrei che i ragazzi pensassero
che l'unico modo per realizzarsi nella via sia far parte del mondo dello
spettacolo. Poi chi lo fa l'avvocato, il medico, l'ingegnere?