Un mattatore a onde medie

Rosy Gargiulo

Roma. «La sincerità non paga», dice Fiorello. E mette subito in chiaro - sia pure col suo tono scherzoso - i termini della polemica con Enzo Biagi riportati ieri dalla stampa. «Mi rivolgo ai titolisti. Non si può scrivere “Fiorello contro Biagi”. E adesso vi spiego come è andata. Nel corso di un’intervista a un popolare settimanale, alla domanda: come reagisce alle critiche negative? Ho risposto che accetto le critiche, ma non le offese. E raccontavo di essere stato colpito negativamente da quella frase di Enzo Biagi con cui mi definiva una testa di c... Mi sarei offeso anche se me l’avesse detto mia madre o mia sorella: quando l’offesa ti viene da uno che stimi, brucia ancora di più. Ma scrivere: Fiorello contro Biagi, mi è sembrato esagerato, non sta né in cielo né in terra. Io sono ”contro” qualcuno quando gioco a tressette o a briscola, ma non ”contro” Biagi, figuriamoci. E poi, con tutti i problemi che ha, ci mancherebbe pure questo. Anzi, secondo me, dovrebbe tornare al suo posto in Rai, lo spazio c’è anche con ”Max e Tux”: sarebbe perfetto: intrattenimento, poi informazione».
Il chiarimento da parte di Fiorello avviene nella sede Rai di via Asiago alla presentazione di «Viva Radio2... il ritorno» con il quale, dal lunedì al venerdì dalle 13,40 alle 15 (a partire dal 7 ottobre) Fiorello, insieme con Marco Baldini, tornerà ai microfoni di Radio2 in un programma scritto con Sergio Rubino e che nella prima edizione, conclusa il 21 dicembre 2001, è stato unanimamente elogiato da critica e pubblico.
E, tanto per scaldarsi i muscoli, Fiorello inizia subito imitando il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce, il direttore generale Saccà, Nanni Moretti, ma poi precisa: «Inventerò sul momento, partendo dall’attualità e dalla traccia scritta dagli autori: non sarà il festival delle imitazioni».
È contento di stare lontano dal piccolo schermo in questo momento poco felice per la Rai?
«Perché dite che è un momento non felice per la Rai, solo perché vince “Striscia la notizia”? Ma i programmi della mattina vanno bene, ”L’eredità” va bene, Morandi va bene, “Don Matteo” ha vinto e “Domenica in” ha vinto in due spazi. Io non la vedo, questa crisi alla Rai. Baudo con “Novecento” ha fatto una operazione bellissima, portando su RaiUno il programma com’era a RaiTre, senza modifiche. Non è che io sono contento di non essere in televisione, ma ho finito appena tre mesi fa e devo stare lontano. E poi, non manco dal video: ogni sera vanno le repliche del mio show, anche se l’operazione non mi piace perché, staccati dal contesto, i pezzi perdono di valore. Ma, mi raccomando non si scriva nei titoli: ”Fiorello contro la Rai”. Io amo la radio e gli spettacoli dal vivo, chi ha uno spirito libero si trova meglio fuori dagli schermi televisivi, con la pubblicità e altre regole. Non farò televisione fino alla primavera del 2004. A gennaio tornerò a fare teatro con un mio show itineranante».
Che cosa pensa della valanga di giovani esordienti mandati allo sbaraglio in vari programmi?
«Per i giovani è un momento fortunato, io ho dovuto fare per diciotto anni l’animatore in un villaggio turistico prima di trovare un buco in tv. Però spero che questa moda finisca presto, non vorrei che i giovani pensassero che l’unico modo per realizzarsi nella vita è cantare. C’è chi fa il pane, chi va in fabbrica, chi fa il dottore. Il mio “Saranno famosi” è stata la radio. E lo è stata anche per Gerry Scotti, Aldo, Giovanni e Giacomo, Amadeus».
Nella sua imitazione di Saccà farà satira politica?
«No, non vogliamo fare satira politica, c’è chi la fa meglio di noi. Però, Berlusconi con Apicella ci sarà. Berlusconi che parla con Bush, mi fa morire».
E via con una (perfetta) imitazione del presidente del Consiglio che chiede a Bush di mettere sulle bombe un adesivo del Biscione.