Lo showman torna su Radiodue e annuncia che non farà tv prima del 2004
Fiorello: alla radio imiterò anche Ciampi

Patrizia Saladini

ROMA - Fiorello, completamente ristabilito dopo l’irritazione alla spalla destra che lo aveva colpito quest’estate, torna in prima linea non come divo televisivo, ma come protagonista radiofonico. Dal sette ottobre riprenderà il programma Viva Radiodue insieme con Marco Baldini (i testi li firma anche Sergio Rubino) e stavolta in una fascia oraria ad ampio ascolto, dalle 13,40 alle 15. Fiorello prima di tutto apre una parentesi per parlare del suo presunto “scontro" con Enzo Biagi. «Non sono contro nessuno e tantomeno contro Biagi, che ritengo un bravissimo professionista. Ho detto solo, nel corso di un’intervista, che mi ero sentito offeso ed ero rimasto molto male a causa di una frase da lui pronunciata dopo la mia performance al festival di Sanremo. Aveva detto: “Fiorello invece di toccare i genitali a Baudo avrebbe potuto toccarsi la testa...". Accetto le critiche - spiega lo showman - ma un'espressione del genere mi offenderebbe anche se a dirla fosse mia sorella. Una frase così fa ancora più male se viene da una persona che stimi molto». Poi aggiunge: «Sarei contentissimo se Raiuno ricollocasse Il Fatto nel palinsesto, dopo Max e Tux. Lo spazio è ancora vuoto e Raiuno lo riempie con gli spezzoni del mio show Stasera pago io. Sarebbe meglio restituirlo a Biagi».
Dopo questa precisazione, "Fiore" racconta del nuovo impegno radiofonico. «Mi attende una lunga stagione che si chiuderà il 20 dicembre. La radio mi dà la possibilità di parlare in libertà. Non è come la tv dove tutto deve essere assolutamente programmato». Spiega che non sa ancora quali saranno gli argomenti che tratterà: «Abbiamo sempre viaggiato sull’onda dell’attualità e lo faremo anche adesso. Personaggi nuovi? Certo: il presidente Ciampi, ancora Agostino Saccà, Silvio Berlusconi ma stavolta con il chitarrista Mariano Apicella, Nanni Moretti».
A proposito dei programmi televisivi che hanno come protagonisti i ragazzi, si dice convinto che sia meglio non esagerare. «Sono contento per loro, hanno trovato qualcuno che gli dà fiducia. Sarebbe bene, però, arginare questa marea. I giovani non devono pensare che la vita e il lavoro ruotino solo intorno allo spettacolo. Ci sono altri mestieri, altre professioni. Il mio Saranno famosi, per esempio, l’ho vissuto partendo dalla radio. È un’ottima gavetta che ti dà la giusta dimensione e ti plasma per poi poter affrontare con maggiore sincerità e spontaneità il pubblico». Ma c’è la tv nel futuro di Rosario Fiorello: «Forse nella primavera del 2004. Ora ho l’impegno con Radiodue e con il teatro. In febbraio metterò in scena un altro “one man show", ma questa volta resterò nei teatri non più per un solo giorno ma per almeno un paio di settimane. Il titolo? Ancora non l’ho deciso, ma non sarà Stasera paghi te».