Dal 7 ottobre Fiorello riparte con  «Viva Radio2», mentre esce il cartone animato «Johan Padan» nel quale ha prestato la voce al protagonista
«Torno in radio, il mio primo amore»
«La tv mi va stretta, se ne riparla nel 2004». «Non sono contro Biagi: ha già tanti problemi»

Emanuela Castellini

ROMA - «Voglio subito smentire quanto è apparso ieri su molti quotidiani: io non sono contro Biagi. Quando ho partecipato all’ultimo Sanremo, Biagi disse che le mani invece di metterle nelle parti intime di Baudo avrei dovuto mettermele in testa. Ci sono rimasto male. Ma da qui a creare polemiche gratuite è davvero esagerato. Con tutti i problemi che può avere Biagi in questo momento ci manca ancora che io possa dire che sono contro di lui». Fiorello (che pochi giorni fa era a Brescia per uno show ad inviti a «Brixia Expo») spiega - ma fatte le dovute precisazioni, ritorna subito l’allegro, gioviale, radioso personaggio - che, dopo lo strepitoso successo di «Stasera pago io», ritorna su Radio 2, dal 7 ottobre, con la seconda edizione di «Viva Radio 2», in una nuova fascia oraria dalle 13.40 alle 15. Accanto a lui, nuovamente Marco Baldini. Quali saranno le novità? «C’è una griglia sulla quale ci muoviamo, ma molto è lasciato all’improvvisazione e all’attualità. Ci saranno le gag, le imitazioni di Moretti, Cavalli, Berlusconi in coppia con Apicella che musicherà il tutto. Ma il pezzo forte saranno i discorsi del Presidente Ciampi. Inviterò tutti coloro che vorranno venire a trovarmi: dai personaggi famosi agli ascoltatori. Da Brescia e paesi limitrofi sono in tanti a seguire "Viva Radio2", vi aspetto». Il programma in radio durerà fino al 20 dicembre. Poi dove la vedremo? «A teatro. Da gennaio a primavera porterò in giro il mio show, nel quale racconterò i miei ultimi due anni vissuti tra radio e tv. Per me è una grande scommessa. Sarò allo Smeraldo di Milano, al Sistina di Roma. Il contatto con il pubblico è emozionante, mi esalta. La tv mi va stretta, se ne riparlerà nella primavera 2004». Qual è il motivo che la tiene lontano dalla tv? «Devo prepararmi. Grazie alla radio e al teatro, raccoglierò materiale per arrivare con qualcosa di nuovo da dire nel mio prossimo show. Voglio combattere la fretta della tv, l’incubo degli ascolti». Resisterà? Non andrà neppure a Sanremo? «Il Festival è come il mulino: ci s’infarina sempre. Ci sono stato due anni di fila, è sufficiente. Magari lo presenterò a 50 anni. Un programma tv è come un vestito: deve adattarsi perfettamente a te. Io non potrei mai condurre una trasmissione legata alla Lotteria Italia, i giochi non fanno per me. Oppure "Miss Italia": alla presentazione della terza signorina in concorso, scapperei via». Fiorello, lei sembra cresciuto, maturato. Deriva dal fatto che molto del suo successo lo deve soprattutto a se stesso? «Adesso ho una maggiore consapevolezza dei miei mezzi. Ringrazio chi ha capito che potevo fare qualcosa. Dopo però tocca soltanto a me e alla benevolenza del pubblico, che con me è sempre stato generoso». Cosa pensa dei vari «Saranno famosi», «Operazione Trionfo»? «Che questi ragazzi sono fortunati. Io ho fatto 18 anni di villaggio turistico, non c’erano tutte queste opportunità. Ma spero che non si esageri. Non vorrei che i giovani pensassero che lìunico modo per realizzarsi sia fare la tv. Non credo che tutti possano diventare cantanti, ballerini, presentatori. Il mio "Saranno famosi" è stata la radio». La sua voce, quindi. Che ha messo a disposizione per «Johan Padan»... «Sì. In questi giorni uscirà il cartone animato di Guido Cingoli, tratto dal monologo di Dario Fo del ’91-’92. Ho accettato con gioia di dare la mia voce a Johan Padan. Ho cercato di dare l’anima a un personaggio a cui l’anima l’aveva data Fo. E poi, ho avuto l’opportunità di cantare delle bellissime canzoni che saranno contenute in un cd nei negozi la prossima settimana».