Fiorello: "Viva la Rai ma basta con le repliche"

Paola Pasquarelli

ROMA — E alla fine i giornalisti hanno fatto arrabbiare pure Fiorello. Lui che di solito respinge le provocazioni con l'ironia e combatte le critiche a colpi di solari battute, questa volta non la manda a dire: «E' vero che Enzo Biagi commentò la mia partecipazione a Sanremo con una battuta molto pesante che mi ferì profondamente, ma da questo a dire che io sono contro di lui, beh ce ne vuole. Non ne faccio una questione personale: se quelle cose me le avesse dette mia madre, mi sarei offeso allo stesso modo, ma non per questo avrei pensato di farle guerra. E poi, vi giuro, mi dispiace davvero che Biagi non sia al suo posto».
La presentazione di "Viva Radio 2…il ritorno!", in programma dal 7 ottobre dalle 13,40 alle 15, dal lunedì al venerdì, in compagnia di Marco Baldini (nelle foto con Fiorello), inizia tra entusiasmo e malumori, senza mai rinunciare però al sorriso. Riconquistati i microfoni della radio, la verve di Fiorello, si sa, raggiunge sempre i massimi livelli. E con le sue imitazioni, le risate si annunciano grasse: oltre a Nanni Moretti, Franco Califano, Agostino Saccà e Claudio Baglioni, saranno presi di mira Fabrizio Del Noce e il presidente Ciampi. E il mattatore non risparmia qualche piacevole anticipazione.
«Del Noce ha un modo di parlare che si presta molto alle imitazioni. Batterò molto sulla sua doppia veste di intervistatore impegnato a "Domenica In" e quella più "campagnola" a "Linea verde". Quanto a Ciampi, il pezzo forte sarà il suo discorso di Capodanno».
Visto la moda del momento, pensate anche voi a lanciare nuovi talenti?
«Certo avremo un'accademia degli imitatori, quella dell'Aspromonte. I ragazzi saranno praticamente chiusi lì come in una galera e solo quelli più bravi saranno liberati. Guardi che scherzo…».
Non avevo dubbi. Ma cosa pensa di tutti questi programmi che lanciano i giovani?
«Beati loro che hanno i mezzi per farsi vedere. Ai miei tempi era molto più dura».
Non le costa rimanere lontano per un po' dalla tv?
«No, affatto. I miei palcoscenici preferiti sono, in ordine: la radio, gli spettacoli dal vivo, e in ultimo la tv. Ci tornerò quando avrò da proporre qualcosa di nuovo. Non prima della primavera 2004».
E poi, tra l'altro, è comunque sempre presente la sera dopo il Tg1 negli spezzoni dei suoi varietà. Le piace rivedersi in pillole?
«Sinceramente non approvo la scelta. Ogni scena ha un senso se inserita in tutto il programma. Estrapolata così, non mi dice nulla. Però, mi raccomando, ora non dica che sono contro la Rai eh!».
Dopo la radio e prima della tv cosa c'è in programma?
«Finito "Viva Radio2… il ritorno", farò teatro. Metterò in scena un mio show dedicato ai due meravigliosi anni appena trascorsi. Anche se la cosa mi inquieta».
In che senso?
«Ho paura che dopo tanto successo, arrivi prima o poi il tonfo!».
Secondo lei la Rai è davvero in crisi?
«Ma quale crisi. Diciamolo, l'unica fascia oraria in cui non c'è storia è quella di "Striscia la notizia" e sarà sempre così. Per il resto la Rai vince, praticamente sempre».
Le è piaciuto Morandi?
«Un programma molto elegante, direi. Credo che la vera rivelazione sia Paola Cortellesi».
Le sarebbe piaciuto condurlo?
«No, i giochi della Lotteria non fanno per me. Io ho bisogno di muovermi libero. Posso approfittare dell'intervista per fare i complimenti a Pippo Baudo?».
Ma certo.
«"Novecento" è un programma bellissimo. Bravo Pippo».