Delusione e rabbia di decine di palermitani dopo il rinvio a sabato dello show di Fiorello al Velodromo
Un rimborso con... sorpresa
Gli assenti hanno dovuto pagare lo stesso i diritti di prevendita

Fabio Cocchiara

Davvero tribolata, per i fans di Fiorello, è stata l'esibizione palermitana dello showman siciliano, avvenuta tra un rinvio ed un nubifragio nello scorso fine settimana.
I patemi hanno riguardato sia chi ha assistito allo spettacolo, perché dopo il rinvio di venerdì, la serata di sabato è stata «allietata» da un tempo a dir poco inclemente, ma soprattutto coloro che lo hanno perso del tutto, non potendo essere presenti ventiquattr'ore dopo.
Ieri mattina, primo giorno utile per il rimborso presso le rivendite autorizzate, decine di persone hanno trovato la sgradita sorpresa di dovere giocoforza rinunciare al dieci per cento della somma già sborsata, poiché l'organizzazione, la cooperativa Agave, ha deciso di trattenere i già incassati diritti di prevendita. L'impiegato del botteghino di Ricordi di via Cavour, è stato destinatario delle vibrate proteste delle persone che hanno accolto la notizia con molto disappunto. Qualcuno addirittura è andato via minacciando di fare causa agli organizzatori, mentre la maggiorparte, masticando amaro, prendeva il rimborso, rassegnandosi all'ennesima beffa oltre al danno della perdita dello spettacolo. La rabbia derivava soprattutto dal non potere dare spiegazione al pagamento di un presunto diritto quando il servizio non era stato reso.
L'impiegato di Ricordi pressato, spiegava, che la S.I.A.E. lasciava liberi gli organizzatori se rimborsare per intero il prezzo del biglietto o meno. Versione che era confermata telefonicamente dalla dottoressa Lo Monaco, funzionario S.I.A.E., la quale spiegava che per la società l'importo rimborsato o meno interessava solo per l'imposizione fiscale.
A questo punto gli unici che potevano spiegare perché vessare ulteriormente gli spettatori, erano gli organizzatori.
«Una spiegazione non c'è. - dice Andrea Randazzo della cooperativa Agave - La S.I.A.E. ci consente la discrezionalità del rimborso intero o meno e noi abbiamo deciso di tenere i diritti di prevendita, per riparare al danno che abbiamo subito. Infatti centinaia di persone venerdì sera non si erano nemmeno avvicinate al Velodromo per paura che piovesse, ed hanno colto la palla al balzo del malore di Fiorello e del rinvio dello spettacolo per farsi rimborsare il biglietto».
«Se non avessimo deciso - continua Randazzo - di tenere i diritti di prevendita, ci avremmo rimesso una barca di soldi, anche perché avremmo dovuto corrispondere ugualmente le percentuali alle rivendite. Anzi la gente dovrebbe apprezzare la nostra disponibilità, per il rimborso del costo del biglietto».
Ipse dixit. Chissà se questo criterio verrà applicato in futuro per lo stadio o per altre manifestazioni, ma una cosa è certa: bisogna sempre prevenire chi può usare la pioggia per fregare qualcuno...