-
Maria Volpe
- Un «giochino» che ha avuto due risultati: ha mostrato la grande simpatia
e il carisma di Fiorello e ha dimostrato che l’Auditel esiste e funziona.
Anche se il suo direttore, Walter Pancini, non ha apprezzato il «giochino»,
«che si è preso gioco delle famiglie Auditel e che continua a mettere in
discussione il nostro sistema di rilevamento». E’ accaduto che sabato
sera, durante lo show «Uno di noi» su Raiuno, con Morandi-Cuccarini (che
ha battuto il rivale «C’è posta per te» con Maria De Filippi, su Canale
5), l’ospite d’onore, Fiorello, abbia rivolto un curioso invito ai
telespettatori: «Per un minuto cambiate canale, andate su Raitre - ha
raccomandato il comico siciliano - c’è anche un bel programma, "Gaia",
e poi tornate qui su Raiuno». Presto detto: circa 3 milioni di persone
hanno seguito il «consiglio» di Fiorello. I dati d’ascolto di ieri
parlavano chiaro: alle 21.29 in effetti Raitre è salita da 2 milioni e
mezzo a oltre 5 milioni mentre Raiuno scendeva da 9 milioni e mezzo a 6 e
mezzo. Dopo un minuto, le cose sono tornate alla normalità.
Dunque Pancini sarà soddisfatto: l’Auditel esiste eccome. «Non sono
affatto soddisfatto - commenta il direttore - anzi, sono arrabbiato.
Naturalmente solo una parte dei telespettatori ha seguito lo scherzo di
Fiorello, mentre una parte si è sentita presa in giro e non ha cambiato
canale. Se volessi strumentalizzare questo episodio canterei vittoria visto
che per l’ennesima volta si è dimostrato che Auditel funziona seriamente.
Ma francamente di queste prove farei a meno, sono giochi deficienti. Io dico
basta: è finita la ricreazione. Il nostro campione è formato da famiglie
serie, rigorose che sono stufe di sentirsi prese in giro». Cosa l’ha
fatta arrabbiare di questo episodio? «Metodologicamente è scorretto, perché
seppur per un solo minuto quel dato è alterato. Il campione non può essere
chiamato a prestarsi a giochini stupidi».
La sua è una sensazione o ha la certezza che alcune famiglie del campione (attualmente
sono 5.075 famiglie per un totale di circa 14 mila individui) siano stanche
di essere bersagliate? «Ne sono certo. Il nostro comitato tecnico ha
ricevuto recentemente le proteste di alcuni di loro. Dicono: "Noi
collaboriamo con voi, perché voi non ci difendete? Spesso veniamo offesi
nelle parodie, molti scrivono e pensano che siamo stupidi, in malafede.
Siamo stanchi". E hanno ragione. Oltretutto così facendo si tagliano
le gambe alla ricerca. Tutti gli istuti di ricerca - l’Istat, l’Abacus,
noi - si basa su campioni. E se in Italia non si forma una cultura seria su
questo, è grave. La campagna contro i "campioni" deve finire».
Cosa direbbe a questi artisti, Fiorello, Morandi, che «giocano» con
l’Auditel? «Fiorello ha ben altre armi, è un comico bravissimo, Morandi
anche: non hanno bisogno di bersagliare l’Auditel, come fanno tutti».