E ora Harmont & Blaine punta tutto su Fiorello
Sarà Fiorello il testimonial della Harmont & Blaine per il
prossimo biennio. «Un incontro nato del tutto casualmente — ricorda Domenico
Menniti, amministratore delegato dell’azienda famosa ormai in tutto il mondo
per le sue linee di abbigliamento sportivo -. Il presentatore era in vacanza a
Capri per festeggiare il suo compleanno quando entra nel nostro negozio per
qualche acquisto. Da cliente a testimonial il passo è stato davvero breve».
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Fiorello — la cui prima uscita è prevista in occasione del Pitti - rientra in
un vasto piano messo a punto dai responsabili della società napoletana
destinato alla comunicazione: l’investimento complessivo per i prossimi due
anni ammonta a circa 3 milioni di euro. A fronte di un fatturato complessivo per
il 2002 previsto in 10 milioni di euro che nel 2003 diventeranno 22 e circa 40
nel 2004. Una strada tutta in discesa, dunque, per il gruppo napoletano che nel
frattempo ha inaugurato il nuovo impianto di Caivano (area Asi) dotato di sale
taglio, show room e nuove strutture per l’amministrazione. In crescita anche
l’occupazione che adesso ha raggiunto le trentacinque unità interne e circa
trecento per l’indotto.
«Ci stiamo espandendo in altri paesi, e non solo europei, grazie ad accordi di
partenariato stretti con distributori locali — spiega Menniti -. Una strategia
che ci consente di essere presenti in aree molto distanti come Corea e Cina,
dove il prodotto Harmont è molto apprezzato».
Intanto mercoledì scorso sono cominciati i lavori per allestire cinque nuovi
negozi, tutti monomarca e tutti gestiti direttamente dall’azienda: Torino,
Palermo, Forte dei marmi, Viareggio e Marina di Pietrasanta le località scelte
dai titolari della Pdm. Strutture che vanno ad aggiungersi a quella già aperte
a Firenze, a Porto Rotondo e a Napoli (in via Merliani), Capri, Formia, Messina,
Riccione, Avellino, Frattamaggiore ed Afragola. Chiusi anche gli accordi per due
negozi da aprirsi entro la fine dell’anno in Corea, mentre a marzo apre il
punto vendita di Miami, testa di pinte per lo sbarco negli Stati Uniti.
Va a gonfie vele anche il progetto franchising. I negozi per il momento sono
tredici, che entro il prossimo aprile diventeranno diciotto a cui vanno aggiunti
i sette in gestione diretta. Obiettivo della Pdm è di raggiungere i settanta
negozi entro la fine del 2004.
La Pdm, dal luglio scorso è diventata società per azioni grazie all’aumento
di capitale passato da un milione a 1 milione e 800 mila euro, appartiene per il
52 per cento ai fratelli Paolo e Domenico Montefusco, il restante 48 per cento
è di Domenico Menniti.
Da settembre sono operative la H & B diffusion che si occupa dei negozi
monomarca italiani (amministratore Massimo Montefusco), la H & B overseas
che segue i punti vendita all’estero affiancate dalla società che segue le
attività immobiliari. Tutte fanno capo alla Pdm che cura le acquisizioni
affittando poi alla Harmont & Blaine il ramo d’azienda.