Fiorello: Con Baudo farei Sanremo, ma non come valletto

Lo showman siciliano presenta il suo cd, Viva Radio 2, un varietà da ascoltare, e parla di Sanremo. «Ho visto il Festival e mi sono piaciuti i minishow. Ma non potrei mai farlo perché non è più quello il mio ruolo. Però al fianco di Pippo...

Il suo nome è stato più volte invocato nei piani alti di viale Mazzini per salvare l'Azienda, ma Fiorello finora ha sempre declinato l'invito e ha già "programmato" il suo ritorno in Tv nel 2004. Intanto, si gode il successo radiofonico, una vera e propria consacrazione da parte dei numerosi fan che ogni giorno lo ascoltano alle 13.40 nel quotidiano appuntamento. E dell'affetto del pubblico ne è prova tangibile il fatto che il suo Cd, che porta il nome omonimo della trasmissione, Viva Radio 2, è balzato in sole due settimane al decimo posto nelle hit italiane. Un risultato eccellente per un varietà da ascoltare, con battute, gag comiche e imitazioni (da Nanni Moretti a Roberto Cavalli a quella più famosa di Ignazio La Russa). Fiorello parla tranquillamente del suo rapporto con la Tv e soprattutto del suo ritorno. In tanti si augurano che sia lui il prossimo conduttore del Festival di Sanremo, ma lui con classe declina l'invito e dice: «Non potrei mai farlo. Quello del conduttore canonico non è più il mio ruolo, potrei tornarci solo come ospite. E poi meglio di Baudo non può farlo nessuno. Altrimenti ci vuole un conduttore come Gerry Scotti o Fabio Fazio». E se Baudo lo chiamasse per affiancarlo? «Allora lo farei, in quel caso potrei anche improvvisare un'uscita con un cantante. Ma se accadesse una cosa del genere tutti direbbero che io sono il valletto di Pippo e quindi non accetterei mai. E neanche Pippo vorrebbe questo».

Fiorello ha visto il Festival da spettatore, costretto a letto da una brutta influenza. «A dire la verità mi è piaciuto. Ho trovato buona l'idea di Pippo di inserire nello spettacolo questi minishow, ma tutti questi spazi hanno tolto forse sacralità alla gara, facendolo diventare solo un varietà». Eppure gli ascolti sono calati, l'audience è sceso vertiginosamente e neanche gli interventi comici sono riusciti a risollevare la situazione: «La televisione è cambiata e quindi è anche più difficile raggiungere certi risultati, ma è pur vero che quello che muove Sanremo non lo fa nessuno. Ancora oggi, a distanza di una settimana dalla finale, se ne parla». Lo scorso anno fu un grande protagonista sul palcoscenico dell'Ariston. Oggi a lui viene chiesto di dare un giudizio sulle performance inscenate dai suoi colleghi. E Fiorello risponde: «Panariello? Ha puntato più sull'emozione, aveva dei sassolini nella scarpa da togliere e lo ha fatto da quel palco - prosegue -. La Littizzetto? Ho riso tantissimo, ha fatto un intervento prettamente comico». E per chiudere il discorso Sanremo, Fiorello rivolge un invito ai big a partecipare al Festival: «Questa kermesse dovrebbe essere fatta dai cantanti che vendono i dischi e non da coloro che vanno lì per poi sperare di vendere i propri Cd Se io fossi un big ci andrei, non dovrebbero avere paura della gara».

E sul caos che da giorni investe la Rai cosa pensa lo showman siciliano? «Mieli non ha accettato? Aveva posto delle condizioni e dall'altra parte non hanno accettato. Anch'io lo faccio quando mi chiedono di fare un lavoro...». Tv solo nel 2004: «Se non hai nulla da dire è inutile andarci. Adesso mi rendo conto che dopo il successo di Stasera pago io 2 per me sarà più difficile ripetermi. Ormai i varietà si assomigliano tutti e quindi dovrei inventarmi un'impaginazione diversa». Ormai Fiorello, che è riuscito in poco tempo a offuscare tutti gli altri, è cresciuto: non è più il ragazzo dei villaggi e del karaoke, ma uno showman completo «che ogni tanto però faccio il comico o canto. Un tempo non si sapeva come definirmi. Sono uno che fa il varietà, mi sento una sorta di Gigi Proietti soltanto che lui è più attore. Io vengo dalla scuola del villaggio, dell'artista di strada, quello che deve improvvisare uno spettacolo senza i vestiti buoni».