Il conduttore di «Viva Radio 2», di cui è stato presentato ieri il disco, ribadisce la sua predilezione per il contatto diretto con il pubblico
Fiorello: la mia radio, veloce e vincente
«Condurre il Festival di Sanremo? Non me la sentirei di fare il ’valletto’ a Baudo»

Emanuela Castellini

ROMA - Il grande successo di «Zelig» su Italia 1 indica che è nato un nuovo varietà, il cui schema è figlio dello stile radiofonico: improvvisazione, tempi veloci, non-sense. La radio di oggi, a sua volta, si adegua e reinventa l’intrattenimento di qualità degli anni Settanta, quando Boncompagni e Arbore crearono «Alto Gradimento». Oggi, in linea con quel programma, al top ten degli ascolti troviamo «Viva Radio 2», condotto dal lunedì al venerdì, dalle 13.40 alle 15 su Radio 2 Rai, da un incontenibile Fiorello, affiancato dal fido Marco Baldini. Un successo - moltissimi gli ascoltatori che telefonano anche da Brescia - che potrebbe convincere Fiorello ad esportare la formula in tv: per ora è solo un’idea, una sorta di «prova tecnica» in attesa di tornare sul piccolo schermo con un varietà nel 2004. Al successo radiofonico quotidiano si aggiunge, in questi giorni, l’uscita del disco «Viva Radio 2», che in una settimana è già al decimo posto delle classifiche di vendita. «È un cd molto particolare - spiega Fiorello - un ’’meglio di...’’, una summa completa degli sketch, delle canzoni e dei momenti più belli e divertenti del nostro programma». Fiorello, ha visto il Festival? Cosa ne pensa? «Ho seguito Sanremo con l’influenza, e devo dire che non finiva mai… Ma la colpa non credo che sia da attribuire tutta a Pippo. Non penso che possa esistere un Sanremo senza Baudo, e quello che muove il Festival non lo fa nessun altro programma. Certo, mi piacerebbe una kermesse con al massimo 14 big che già vendono i dischi. Vorrei vedere De Gregori, Vasco Rossi, Celentano: la gara avrebbe sicuramente un’altra suggestione». Già si parla di una sua candidatura alla guida del prossimo Festival... «Ma io non lo farei mai. Non è quello il mio ruolo. Non potrei mai dire: ’’Signore e signori ecco a voi’’. Sarebbero più giusti Gerry Scotti, Bonolis, la Ventura. Accanto a Pippo, in una sorta di conduzione a due non mi ci vedo, direbbero subito: Fiorello è il valletto di Baudo. È già successo in passato quando avrei dovuto presentare il Festival accanto alla Carrà: Fiorello il boy, il valletto di Raffaella… Non mi sento il valletto di nessuno!». Qual è il motivo che la tiene lontano dalla tv? «Perché devo prepararmi. Grazie alla radio, raccolgo materiale per arrivare con qualcosa di nuovo da dire nel mio prossimo show. Voglio combattere la fretta della tv, l’incubo degli ascolti. La radio, insieme allo spettacolo dal vivo è il luogo dove mi muovo meglio. Sono uno spirito libero, e la tivù mi va stretta. Tornerò, se avrò qualcosa di interessante da dire, nella primavera del 2004». In tivù tutti vogliono lavorare con lei. Ma quali sono le sue preferenze? «Avrei voluto essere già adulto negli anni in cui Mina era in tv. Oggi sarei curioso di fare qualcosa con Bonolis: mi stuzzica l’idea. Poi ci sono tre donne che mi piacciono: Cuccarini, Cortellesi e Littizzetto. E magari la Gialappa’s Band. Chissà se quei tre mi farebbero fare qualcosa...».