Vasco Rossi e Fiorello ora fanno litigare la maggioranza
Alessandro Di Marco
FABRIANO
— Ci volevano nientemeno che Vasco e Fiorello per incrinare i raporti in seno
alla maggioranza, se non proprio per avvicinarsi ad un'autentica spaccatura.
Quello che per molti è semplicemente motivo d'orgoglio popolare, fa invece
storcere il naso ai Ds che non la mandano a dire all'amministrazione comunale,
verso cui, per la prima volta, non si sentono in reale sintonia. «Sono solo
canzonette» il titolo forte d'apertura de «Il progresso», il quindicinale da
sempre voce della Quercia fabrianese, in cui si parla in modo esplicito di una
cultura che non può essere soltanto ridotta alla frangia più popolare e,
quindi, agli avvenimenti da «vetrina». «Capiamoci bene, noi non siamo affatto
contro Vasco e Fiorello», precisa il segretario dei Ds fabrianesi, Sandro
Giorgetti.
«Questi sono avvenimenti che ravvivano la città, ma forse ci sarebbero alcuni
aspetti da rivedere. Il primo riguarda il modo di intendere la cultura.
D'accordo gli spettacoli di massa, ma l'assessorato in questione ha il compito
di far crescere ed in alcuni casi recuperare altre realtà. Il teatro, per
esempio, pare finalmente incamminarsi nella giusta direzione, ma di strutture
fondamentali come la Pinacoteca e la Biblioteca quasi non se ne parla più». E
poi c'è l'aspetto dell'organizzazione che non convince i Ds e che è destinato
ad aprire una riflessione non di poco conto all'interno della coalizione di
centrosinistra.
«Va rivisto il modo con cui si portano a Fabriano certi volti noti. Sono
occasioni che capitano al volo, ma ci risulta che l'assessorato decide sempre da
sé. Mai una consultazione con la base, mai una scelta presa assieme alle altre
forze politiche della coalizione, che pure meriterebbero un maggiore
oinvolgimento.
Quanto, invece, a ciò che ruota attorno a questi appuntamenti, crediamo che
ormai siano maturi i tempi per costruire qualcosa di più concreto. Di norma,
cioè, gli artisti vengono da noi seguiti da uno staff tutto loro e quindi
rimangono un po' ai margini della città. Invece, dopo così tante esperienze
sarebbe il momento di creare una struttura forte a livello locale, con un gruppo
di lavoro fabrianese in grado di organizzare e pianificare simili eventi, ma
anche, come accaduto in altre città, di allestire manifestazioni importanti per
proprio conto».