Super Fiorello: «A Sanremo non ci sarò»

Federico Vacalebre

Il sole di Ischia, il tutto esaurito per lo show di stasera al Negombo, gli appunti per il programma televisivo prossimo venturo. Fiorello si gode un momento di relax, ma intanto manda a dire una cosa ai «signori della tv»: «Leggo che farò Sanremo come disturbatore, con Bonolis presentatore, Benigni superospite e Dalla direttore artistico. Leggo che magari qualcuno di loro non ci sarà, ma io sì. Possibile che debba ancora fare il ”disturbatore” a questo punto della carriera? Che faccio, vado all’Ariston e ”tocco” Bonolis? No, al festival non ci sarò, lo dico chiaro e forte. Ci sono andato in gara come cantante, ci sono tornato come ”ospite comico”, ”disturbatore” appunto, ora se mi vogliono, un anno o l’altro, mi chiedano di condurlo. E, poi, quest’anno fare Sanremo sarà come fare il prefetto a Palermo. La battuta l’ho rubata al mio produttore Bibi Ballandi, ma mi sembra calzante alla situazione».
Niente Sanremo, allora. E il nuovo show del sabato sera per Raiuno?
«Quello lo farò, lo sto già preparando, anche adesso. Il mio show è un work in progress, cambia e si arricchisce ogni sera. Dietro le quinte c’è un mio collaboratore che segna tutte le novità, poi me le segnala e vediamo se si tratta di spunti destinati a cadere o se possono servire per la tv. Il personaggio di La Russa, ad esempio, nacque nelle serate e finì su Raiuno. Uso anche la radio così: ai microfoni di Radiodue sono nate le voci del presidenrte Ciampi, del conduttore di ”Art Attack” Giovanni Mucciaccia, di Carla Bruni e di Nick Cave: sono arrivati nel mio show e, chissà, li vedrete poi sul piccolo schermo».
Nick Cave il rocker maledetto australiano?
L’ex leader dei Birthday Party?
«Proprio lui. Dice delle cose tristissime e ogni sei parole ci infila un ”sadness”. La radio e lo spettacolo dal vivo sono le forme di espressione che prediligo, che mi lasciano più tempo e spazio per mettere a fuoco le idee».
Si era parlato di portare in video lo show radifonico con Baldini.
«È vero, ho avuto anche diverse proposte in questo senso, e, devo essere sincero, ho anche ripreso qualche puntata per vedere di nascosto l’effetto che faceva. Un effetto sbagliato: la radio è radio, la tv è un altra cosa. Vedere la mia faccia mentre invento la voce di Ciampi o di un bambino rovina il gioco. Però si potrebbe fare uno spettacolo con la filosofia di quello radiofonico, adattato alla tv, qualcosa da seconda serata».
ÈSi potrebbe fare o si farà?
«È solo un’idea, niente di più».
Veniamo a «Stasera paghi te». Mentre le si esibirà a Ischia, tra i «messaggi presidenziali» di Ciampi e le canzoni di Carosone, il suo amico Franco Califano canterà all’arenile di Bagnoli.
«Lo chiamerò a fine show, magari ci vediamo di notte. Lui di notte si muove benissimo, di giorno è più spaesato. È un artista e un animale notturno, Franco. Un grande, sia chiaro, per le canzoni e per i monologhi».
L’appuntamento al Negombo coincide anche con la tappa napoletana dello «Zelig Tour» (a Ovest, di nuovo Bagnoli) e lo show della Cortellesi al Leuciana Festival. L’estate 2003 più che dai tormentoni canori sembra caratterizzata da una voglia di divertimento, di sorrisi se non di risate.
«È vero. Certo, ci sono i concerti di Vasco, ma nel mio show tu paghi uno e prendi 5: io faccio Vasco, Baglioni, Battiato, anche ”Every breath you take” come l’avrebbe fatta Sinatra. Scherzi a parte, proposte come quella di ”Zelig” o la mia permettono alle famiglie di ritrovarsi, come un tempo alle sagre paesane».
Il singolo benefico «E poi... non ti ho vista più» è un caso o ha voglia di rimisurarsi con la canzone tout court?
«Mi piacerebbe, lo dico anche in scena che mi sarebbe piaciuto fare il cantante vero. Ma quale radio passerebbe i miei pezzi, quelli di un ”concorrente”... E, poi, con testi più pensati, arrangiamenti importanti, il pubblico che cosa penserebbe di me? Meglio continuare a giocare».