"Sogno un programma su Modugno"

Parla Fiorello,tra teatro e televisione

Debutto romano per Fiorello che approda al Sistina di Roma con il suo spettacolo Fiore, nessuno e centomila ma che si prepara anche al ritorno in tv con la terza edizione di Stasera pago io, anche se il sogno, rivela lo showman, "è un programma in seconda serata, uno special, puntata unica, dedicato a Domenico Modugno: un progetto sul genere di quanto fatto da Robbie Williams con Frank Sinatra".

Fiorello pensa ad "uno speciale concerto con una ventina di canzoni di Modugno e alcuni superospiti". Intanto però il 3 aprile andrà in onda la prima puntata della nuova serie di Stasera pago io che Fiorello vuole ribattezzare Stasera pago io revolution "per fare il verso alle trilogie di film come Matrix e Harry Potter". Tra gli ospiti che vorrebbe: Al Pacino, Robert De Niro e "altri grandi attori americani che hanno a che fare con l'Italia, anche col cognome". Non ci saranno dieci puntate, come annunciato tempo fa dalla Rai, ma "al massimo sette più una con Il meglio di", chiarisce l'artista. E non è detto che quest'anno al suo fianco ci sia una presenza femminile, come avvenuto nelle due precedenti edizioni con Kartika Luyet prima e con la siciliana Eva Riccobono poi. 

Ancora una volta alla trasmissione non sarà legata nessuna lotteria, per precisa volontà del mattatore siciliano che tende sempre a rifuggire la ritualità delle estrazioni dei numeri, così come delle gare. E' per questo che, ancora una volta, non si è fatto convincere a condurre il Festival di Sanremo, anche se per la prima volta, quest'anno, ha sfiorato concretamente il progetto quando era nelle mani della produzione di Bibi Ballandi, alla quale Fiorello è legato.

Adesso però l'impegno più imminente per Fiorello è il debutto al Sistina di Roma, già tutto esaurito per le tre date al botteghino in soli quattro giorni dall'apertura delle prevendite. Attingendo da un repertorio sconfinato di gag e canzoni Fiorello rende unica ogni serata con un tocco di improvvisazione, arte nella quale, venendo da una gavetta di animatore turistico, è maestro indiscusso. La paura di prendere l'aereo, "Io non ho paura di volare", dice, "ma di cadere", il primo giorno di dieta e la cleptomania diretta a portaceneri e accappatoi nei grandi hotel diventano spunti per uscite irresistibili nelle quali Fiorello-uomo comune fa continui riferimenti autobiografici. L'ex re del karaoke, a inizio spettacolo, si descrive: "Non sono un cantante, ma canto", dice, "non sono ballerino, ma ballo. Non sono attore, ma atto. Non so cosa sono, ma di una cosa sono certo: sono gay", scherza.

Elastica la durata del one man show, curato nei dettagli, che a volte si protrae per quasi tre ore senza interruzioni.

Affiatata la band di musicisti che lo accompagna, diretta dal maestro Enrico Cremonesi. Nelle sue mani, con nuovi arrangiamenti, un brano allegro come 50 special dei Lunapop diventa, in tonalità minore, una deprimente interpretazione di Riccardo Cocciante.

Lo spettacolo si apre con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, doppiato sul maxi-schermo, e si chiude sulle note di A muso duro di Pierangelo Bertoli, un omaggio originale ad un artista "dimenticato troppo in fretta".