Domani su Rai1 parte “Revolution". Il conduttore: «Questo è il vero reality show»
«Gf significa Grande Fiorello»

di Michele Galvani

ROMA - Rivoluzione-Fiorello: «Il mio programma è un reality show, perché il pubblico è vero, siamo rinchiusi in uno studio e spiati dalla tv. E perché ballo e canto sul serio». E’ così in forma Rosario Fiorello che, per presentare il suo Stasera pago io Revolution - da domani per 8 puntate su Rai1 - trasforma la conferenza stampa in uno spettacolo. E siccome ieri era il 1° aprile, toglie il freno a mano (semmai ne fosse dotato) e “spara" una raffica di battute. Senza risparmiare Rai, Mediaset, Berlusconi, con imitazioni da urlo di Vespa. Tanto da dire: «Me le sto bruciando tutte, guarda quante ne sto inventando».
Un mattatore che promette un one-man-show davvero rivoluzionario: «Andrò in strada, dove ci sarà un maxischermo per seguire la diretta, interagirò con la gente e farò la spola con lo studio di radio Rai, nella sede di via Asiago, a pochi metri, dove ci saranno alcuni degli ospiti». Allora, non solo canto e ballo nel Teatro delle Vittorie di Roma. Ma anche la voglia di coinvolgere la gente comune, cosa che da qualche anno a questa parte sta facendo di cuore (anche stavolta ci sarà Tommasino, più Rita Lopopolo, la signora del bar di via Asiago che portava il caffè a lui e a Baldini in radio).
Naturalmente, non vanno dimenticate le star della serata: spalla fissa Monica Bellucci, poi Anastacia, Eros Ramazzotti, Margherita Buy, Sergio Rubini e il nuovo fenomeno del jazz, Amalia Grè.
Capitolo audience: Fiorello scherza, ma non troppo: «Sento il peso di una rete così in auge come Rai1, speravo di tornare in tv in una stagione più fiacca. Qui o vai bene o vai bene. Se fai 7-8 milioni va male, ma 9 milioni di ascolto non li puoi fare col varietà. E comunque, il primo e il secondo anno, è andata bene. Se ora va male, pazienza: nella pallavolo, se vinci 2 partite su 3, vai avanti». Infine, una chicca: il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in persona, nelle riprese del discorso a reti unificate di inizio d'anno e doppiato-imitato da Fiorello, dovrebbe tenere a battesimo lo show. «Pare che sia arrivata l'autorizzazione dal Quirinale», sottolinea l’artista. Che, ormai, può tutto.