La Radio compie ottant'anni, ma per Fiorello è più giovane della tv
La radio compie ottant'anni. Era il 6 ottobre 1924 quando la radio italiana, che all'epoca si chiamava Uri, Unione radiofonica italiana, iniziò le trasmissioni. La sigla scelta era Giovinezza e la prima annunciatrice fu Maria Luisa Boncompagni. A ottant'anni di distanza la radio si festeggerà con una serata che si terrà all'Auditorium di Roma, Sala Sinopoli, il prossimo 8 ottobre, organizzata da Radio Rai e condotta da Fiorello e da molti altri protagonisti dell'emittenza radiofonica di ieri e di oggi.
"La
radio ha 80 anni. Ma è una ragazzina", dice Fiorello. "Sta
bene anche a 80 anni. Anzi, sono sicuro che è molto più giovane della
televisione. E' più
innovativa. Per me resta sempre al primo posto". Lo
showman ha come progetto proprio il ritorno alla sua trasmissione
radiofonica preferita, Viva Radiodue.
"Nel mio lavoro io faccio solo qualche settimana di televisione, mentre
in radio lavoro per 6-7 mesi", spiega, "alla radio si possono
fare sempre cose nuove. Si possono fare anche cose brutte ma se sbagli, il
giorno dopo potrai sempre fare qualcosa di bello. Non ci sono grosse limitazioni.
E poi tutto
quello che ho fatto in televisione, a cominciare dai miei personaggi, è tutto
nato a Viva Radiodue. Basti pensare al gobbo di Notre Dame. So che ora Teocoli farà una
citazione del mio gobbo nella sua prossima trasmissione. Mi fa piacere", conclude,
"