E Fiorello sbeffeggia la “censura”

Fulvia Caprara per La Stampa

Dai microfoni di «Viva Radiodue» Fiorello dice la sua sulle ripetute censure, prima Paolo Hendel, poi Monica Guerritore, che hanno colpito l’ultima puntata del varietà del sabato sera condotto da Giorgio Panariello.

Alla sua maniera, un po’ sul serio e un po’ scherzando, lo showman fa notare che, in effetti, divieti e limitazioni finiscono per diventare sempre un ottimo strumento pubblicitario: «Se un comico non va in una trasmissione, poi per tre giorni si trova articoli sui giornali... buttalo via! Quando facevo “Stasera pago io” mi chiedevano i contenuti degli sketch e io dicevo cazzate, poi, in trasmissione, dicevo quello che volevo. Ai comici suggerirei di prendersi le proprie responsabilità e di dire tutto quello che passa loro per la testa in diretta».

E comunque, sostiene ancora Fiorello, i comici dovrebbero stare attenti a non perdere la concentrazione: «Mi sa tanto che qualche volta perdono di vista l’obiettivo, cioè quello di far ridere. È un po’ come per i calciatori quando entrano in area e cercano la gamba dell’avversario, quello è fallo».

Sull’argomento il mattatore di Radiodue chiama in causa Pippo Baudo, il grande esule di casa Rai che, in collegamento telefonico, nel suo spazio genialmente battezzato «L’isola del famoso», scherza su se stesso: «Standomene qui, da solo, ho provato a dire tutte le male parole, me la sono presa con il governo, ma non mi hanno censurato...Se me la sono presa con la Rai? La Rai non si tocca, scherziamo? È lei che tocca me...».

In apertura della puntata Fiorello aveva duettato con il conduttore-spalla Marco Baldini facendo finta di trovarsi fuori dagli studi della radio di via Asiago, impossibilitato ad entrare: «Baldini, mi vogliono censurare...». E Baldini paziente: «Prometti loro che racconterai una barzelletta, o Biancaneve e i sette nani...». E Fiorello, alludendo alla statura del premier, «no, nani non si può dire».

Nel mirino finisce, più tardi, anche Monica Guerritore che ha denunciato a gran voce la censura subita, sempre nell’ultima, famigerata puntata dello show di Panariello «Ma il cielo è sempre più blu»: «Voleva fare in apertura di puntata un monologo neanche suo, ma di Franca Rame: otto minuti all’inizio della puntata...se lo fa Franca Rame è un conto... se lo fa la Guerritore...per carità magari l’avrebbe fatto benissimo, ma, se avessi avuto in mano la scaletta, avrei proposto di spostarlo un po’ più in là. E poi, perché prendersela sempre con Berlusconi, con Buttiglione? Prendetevela con qualcun’altro...».

Insomma, secondo Fiorello, le responsabilità del sabato nero di Raiuno non sono tutte da attribuirsi a una cieca censura. E quanto al povero Panariello, battuto per la seconda volta da «C’è posta per te» di Maria De Filippi, c’è da dire che ha già le sue grane a cui pensare. Il calo dell’audience gli brucia non poco, la ripetuta sconfitta gli ha fatto perdere il buonumore e, per uno che di mestiere deve far ridere, il problema non è trascurabile.