Fiorello: Sul palco inventerò qualcosa
Lo show-man sarà ospite staser all'Ariston: "Ma non credo di far
impennare l'Auditel", commenta. Poi, parla del malumore di Ceccherini
("un pò lo capisco") e del calo di ascolti ("mancano i
superospiti").
da uno dei nostri inviati Monica Rubino
“Nel ’95 arrivai quinto, ma dovevo vincere. Quell’anno il festival era
truccatissimo, ve lo garantisco. Io dissi agli organizzatori: voglio arrivare
quinto e così fu. Giorgia non voleva vincere: io le dissi, prenditi ‘sto
primo premio, che così vinci anche nel 2001”. Con tono
scanzonato un superabbronzato Fiorello comincia la sua chiacchierata con i
giornalisti con questa dichiarazione che, se fosse vera al cento per cento,
sarebbe molto pesante.
Lo showman, perché tale ormai di può definire dopo l’ottima prova di
“Stasera pago io”, spiega i bassi indici di ascolto di questa edizione del
Festival con la mancanza di superospiti: “La gente se li aspetta, li vuole, un
Gorbaciov sul palco desta sempre molta curiosità”.
Fiorello è stato invitato per giovedì sera: “Starò sul palco per dieci
minuti, non penso che la mia presenza possa far impennare l’Auditel. Non so
ancora cosa farò, mi piacerebbe cantare, magari fare un duetto con la Carrà.
Sono sereno, non voglio che questa comparsata si trasformi in uno stress, non
devo dimostrare chissà che cosa, non voglio neanche prepararmi troppo,
preferisco improvvisare”.
Per
Ceccherini e Papi il presentatore ha parole di comprensione: “Sono
tutti e due un po’ frenati dagli autori e non possono rendere al meglio. Se
Ceccherini lo lasci libero, fa ridere sul serio”.
La canzone che gli è piaciuta di più è quella dei Quintorigo:Bentivoglio
Angelina "Mi fa impazzire, ha variazioni bestiali, sembra un musical, è un
pezzo di spettacolo. Mi
ha fatto invece molto ridere Turuturu, sicuramente vincerà. Se
dovessi cantarne una, sceglierei quella di Britti, scende basso basso, sembra
che la voce gli stia morendo ma è il brano che va proprio così. Di Giorgia non
ne parliamo proprio, fantastica come sempre. La regia di Japino, zeppa di primi
piani sulle bocche degli interpreti, fa vedere chi ha studiato canto e chi no”.
Che
cosa ha imparato Fiorello da Sanremo? “A stare coi piedi per terra, ad avere
meno guardie del corpo, a stare più tranquillo. Mi ha fatto crescere. Se
dovessi condurlo lo farei da solo. Se ho qualcuno vicino mi limito, non mi sento
mentalmente libero. Non mi farei affiancare né da comici né da guastatori”.