Strepitoso,
galvanizzante Fiorello!
Lui…
“voleva fare il ballerino”, meno male che ha fatto anche tutto il resto…
Strepitoso successo all’Arena Flegrea di Napoli, ieri sera 4 luglio, con
l’evento clou dell’estate: il nuovo spettacolo di Rosario Fiorello, per
l’Italia dello spettacolo semplicemente Fiorello. “Volevo fare il
ballerino…”, questo il titolo del nuovissimo one man show dell’artista
siciliano, due ore e mezza di risate, coinvolgimento e battute frizzanti una
dietro l’altra, come da sempre ci ha abituati l’incontenibile Rosario, ma
questa volta ha voluto di più, ha voluto regalarci anche un filo
d’emozione…
Niente imitazioni a gò-gò, in questo show. Del resto ce lo aveva anticipato
egli stesso nel corso dell’incontro stampa che ha preceduto lo spettacolo,
svoltosi nella splendida cornice dell’Hotel Vesuvio, sul lungomare partenopeo:
”Non amo ripetere sempre le stesse cose, certo un po’ di Mike
Bongiorno ci scapperà, e magari anche qualcos’altro, ma lo spettacolo è
assolutamente nuovo, abbiamo studiato delle nuove tecnologie ad effetto che,
sono sicuro, potranno piacere al pubblico…”
E piacere non è il termine giusto, Fiorello: avresti dovuto usare la
parola incantare, visto che quasi di magia si è trattato. Tre
megaschermi giganti posti intorno al palcoscenico: uno a sinistra, uno a
destra, l’altro al centro. Inizia lo show ma Fiorello non esce, però si sente
la sua voce, anzi quella di Mike. Alcune telecamere, nascoste chissaddove,
riprendono un “malcapitato” spettatore che, improvvisamente, si vede
proiettato sullo schermo. Fiore-Mike lo saluta, lo prende in giro, gli fa una
battuta… il pubblico esplode in risate fragorose, ma ancora non lo vede. Poi
un altro, anzi un’altra, una signora che, riconosciutasi “in tv”, inizia a
sbracciarsi e a salutare, e Fiore-Mike la ringrazia per la visione delle ascelle…
Questo solo il preludio, una mezz’ora di improvvisazione giusto per
“scaldare” gli osannanti presenti. Poi, eccolo Fiorello. Fiorello che usa la
danza come filo conduttore dello spettacolo. Fiorello che racconta di quando da
piccolo voleva fare il ballerino ma che non aveva il coraggio di
confessarlo all’austero padre siciliano (”Tu masculo sei, tu aiu giucari
a pallone…”, e ci perdonino i siciliani doc per la nostra disastrosa
trascrizione del loro nobile dialetto, ndr). Fiorello che si chiudeva in bagno
per piroettare di nascosto dal water al bidet, che è cresciuto con
questo sogno finché qualche addetto ai lavori non gli ha rivelato che il suo
fisico non era proprio l'ideale per l’arte tersicorea (”Mi hanno
praticamente detto che avevo la panza”)…
Fiorello che inizia a danzare, e a cantare… sulle note di “Besame mucho”
appare una ballerina che “danza” con Fiorello dallo schermo. Ed eccola
l’emozione. La ballerina è impalpabile, non esiste, non c’è, il
filmato è registrato, eppure sembra che sia lì, passa da uno schermo
all’altro con balzi leggiadri, Fiorello la segue, canta e danza con lei. E sul
finale l’emozione si trasforma in magia: la ballerina si riduce a una semplice
silhouette scura dietro un “lenzuolo” bianco; Fiorello va dietro quel “lenzuolo”,
diventa anch’egli una silhouette; i due danzano insieme il passo finale…
Un altro formidabile “collegamento” satellitare è stato quello con Michael
Bublè. Direttamente dal Canada, Michael e Fiorello cantano in versione
italiana la hit del cantante canadese, “Home”, anzi per i napoletani era…
“Omm”! E poi il can-can, la danza classica, l’opera (con una sua personale
interpretazione dell’Otello). Non guasta anche un po’ di politica,
certo, però è un po’ più smorzata, magari a causa di soggetti ormai
esauriti dalla satira, ma un accennino a Berlusconi che ogni mattina si guarda
allo specchio, pensa all’opera che deve compiere nella giornata e canta "Che
Cavaliere di qualità, di qualità, laralalà, laralalà”…”, non si
poteva evitarlo. Meglio puntare sul "costume e società", magari
cercando di spiegarsi l'esistenza del Camerlengo, figura inquietante e
misteriosa di cui s’impara il significato soltanto quando “succedono”
delle cose, del resto ”il Camerlengo lavora solo ad ogni morte di
Papa…”. Inoltre, pare che dopo i Papa-Boys di Wojtyla, il
nuovo pastore tedesco stia organizzando le Ratzinger-Girls per non
essere da meno del suo grande predecessore. Staremo a vedere…
E poi, trovandosi a Napoli, come non omaggiare il sindaco della città Iervolino?
L'"acuta" Rosa Russo che lancia un accorato appello: ”Per
combattere la camorra bisogna fare la voce grossa!”. E lo Tsunami? ”Io
credevo si trattasse di un parente, tipo lo Tsu-Pippo, invece…”
Insomma ce n’è per tutti, un concentrato di puro spettacolo in formato
zip che comprime musica, danza, canto, comicità, satira sociale, satira di
costume e satira politica; c’è ironia, emozione e nostalgia (un personale
omaggio alla Radio, suo grande amore, con il racconto delle sue prime
trasmissioni nelle emittenti libere fino alla creazione dei personaggi di
“Viva Radio 2”); il tutto condito, come Fiorello aveva “temuto e avvisato”,
da un Gobbo e un Ignazio La Russa che ogni tanto gli scappavano di
bocca…
Insomma, Fiorello voleva fare il ballerino ma, fortunatamente per noi, ha fatto
tutto il resto!
a.f.