Dal Messaggero
Fiorello si fa perdonare con
tre ore di risate
Signore scatenate e battute per
tutti all'Adriatico: Trulli e De Cecco tra i grandi d'Abruzzo
di Laura Valentini
Scusate il ritardo, esordisce Rosario Fiorello calcando finalmente il palco dello stadio Adriatico, con tanto di orchestra, coro, maxi schermi e lustrini. L'artista si è fatto ampiamente perdonare con tre generose ore di spettacolo, ininterrotto e a perdifiato, brillante e spensierato, alla maniera di "Stasera pag io". Culminato in un'ovazione finale, con seimila telefonin illuminati ed agitati ad hola, al posto dei vecchi accendini, e immancabile sms di beneficenza. Il tifo è stato acceso come mai, con signore sgomitanti: "Ma signora, c'ho gente, non mi obblighi a prenderla a testate" si schermiva Fiore riparando alle brutte dietro il capelluto Maestro Cremonesi. Il sorriso disarmante e la verve comunicativa, Fiorello ha subito instaurato un rapporto diretto con la città: "Qui avete un sacco di personaggi famosi, Jarno Trulli, d'Anunzio, Flaiano che ha scritto la Dolce Vita per Fellini, Giò Di Tonno, il mio Gobbo di Notre Dame preferito, il doppiatore Roberto Pedicini, Rocco Siffredi". Ma soprattutto De Cecco, che ha racolto un complimento comparativo rigorosamente top secret dalle parti di Parma. Sfottò in quantità per i tic di Joaquin Cortés, del quale racconta la love story con Naomi a tinte fumetistiche; ne ha per gli occhiali e la macchina del Papa, "scherzo su Benny 16 per renderlo più vicino alla gente", per la voce cavernosa di Andrea Camilleri con il vizio del fumo, i polmoni asfaltati e "fuoco" spento da un Canaidar. Interpreta tutte le parti e le tonalità dell'Otello, ride, corre, salta, suda, è chiaro che si diverte come un bambino, che un teatro è il suo ambiente naturale. "Già il teatro, ad avercelo - si rammarica l'assessore Moreno di Pietrantonio, salutato e ringraziato da Fiore -. Ma ci vorrebbe anche un palarock da almeno cinquemila posti, una struttura coperta per le estati piovose come questa appena trascorsa, per offrire alla cittadinanza grandi eventi anche d'inverno e per compiere il salto di qualità. Ecco perché lavoreremo prossimamente proprio su questo progretto, che nulla toglierà all'ipotesi di un teatro da un migliaio di posti destinato ad un altro target di pubblico".