«Troppi quiz, troppe veline e pochi veri professionisti»
Fiorello: questa tivù non mi piace proprio

Luisa Altieri

Milano. - «Troppe letterine, passaparoline, veline». Una tv che proprio non piace a Fiorello, che dopo aver girato in lungo e in largo l'Italia con il suo spettacolo «Stasera paghi te», lancia un duro atto d'accusa ai programmi del piccolo schermo.
«Queste ragazzine sanno fare poco o niente - dice in un'intervista a "IlNuovo.it" -. Ma sono dappertutto: sui giornali, nei servizi televisi di Rai e tv private». E quello che proprio non va giù allo showman è che invadono carta stampata e programmi televisivi non per idee o prese di posizione su argomenti di attualità o di semplice pettegolezzo o per il loro lavoro, ma per i «loro amori o mal di testa».
Insomma, queste letterine, passaparoline e veline sono troppo «sopravvalutate» e bisognerebbe smettere di parlare tanto spesso di loro.
In effetti, dopo il successo delle veline di «Striscia la notizia», anche le letterine di «Passaparole» (alle ultime selezioni se ne sono presentate 1700) hanno ottenuto quest'estate un grosso spazio in tv, soprattutto nei programmi «Verissimo» su Canale 5 e «La vita in diretta» su Rai due. Un successo inaspettato per le stesse ragazze seguite dappertutto in questi mesi estivi da paparazzi e giornalisti pronti a scattare foto e chiedere interviste sulle loro avventure amorose. E anche da richieste di posare senza veli per i calendari del 2002.
Ma non sono solo le «belle» dell'estate a far scadere la tv. Per il protagonista della scorsa stagione televisiva sul piccolo schermo ci sono anche «troppi giochi e troppi quiz». Una vera e propria mania, cominciata da Canale 5, esplosa sulla Rai e ora dilagata anche su «La 7». Se potesse, il Fiorello nazionale ridurrebbe drasticamente pure lo spazio dei quiz. Nel cuore dell'artista siciliano, invece, ci sono conduttrici come la Cuccarini, la Littizzetto, la Cortellesi «che sono bravissime ma non vanno mai in copertina». Lo spazio per i veri professionisti, fa notare il cantante, si riduce sempre più a vantaggio di letterine e veline che non sono certo in grado di condurre un programma o di organizzarlo.
Fiorello ha concluso ieri sera il suo tour con «Stasera paghi te», che definisce «un vero spettacolo teatrale, con tanto di sedie, senza interazione col pubblico»: «Io canto cinque brani in tre ore: dodici minuti di canzoni, tutto il resto è cabaret. La gente non comunica cantando con me ma ridendo alle mie battute, applaudendo, e quello che mi rende più felice, ricredendosi sul mio conto».
Fiorello è contento del momento che sta attraversando: «Invece di farmi fotografare sugli yacht io lavoro, giro, giro, giro l» Italia esibendomi, come ho sempre fatto fin da ragazzino, con un pubblico davanti, dal vivo. E» la cosa più bella». E spiega di non voler trasmettere coi suoi programmi nessuna particolare lezione di vita: «Voglio semplicemente far nascere un sorriso, in questo mondo servono anche i giullari».