Meocci,
Fiorello e i diritti sul calcio
La Rai vuole spegnere le cronache "private"
Roma
Dopo
le diffide contro le informazioni passate da "Quelli he il calcio", la
parola sta per passare agli avvocati. La "guerra" fra Rai e Lega
Calcio continua, ma non soltanto da Milano verso Roma: è vero anche altrettanto.
Lo ha preannunciato il direttore dei servizi sportivi Rai, Antonio Marano,
intervenendo nel corso della trasmissione "Radio anch'io lo Sport". «La
Rai farà causa alla Lega Calcio - ha detto Marano - perché riteniamo che certi
patti stabiliti prima che Galliani aprisse l'asta andavano rispettati». Marano
ha poi parlato di «finta esclusiva e diritti violati», a proposito di quelli
radiofonici, assegnati alla Rai per "Tutto il calcio minuto per minuto",
e del fatto che, ogni domenica, decine di radio e tv locali trasmettono la
cronaca delle partite delle squadre dei rispettivi bacini d'utenza. «Alla lega
avevamo detto - ha spiegato Marano - che è inutile prendersi in giro e che
volevamo acquistare i diritti radiofonici senza parlare d'esclusiva, perché
tanto loro non sono in grado di garantircela. Loro però l'hanno voluta, per
avere più soldi, poi succede che ogni domenica radio e tv locali fanno la
cronaca delle partite. Diciamo allora che se si alza il livello dello scontro
anche noi vogliamo essere tutelati da tutte queste radio che trasmettono la
radiocronaca delle partite. Non dovrà più succedere».
Ma
è vero che Mediaset aveva offerto alla Rai i diritti televisivi della fascia
pomeridiana? «Sì - ha confermato Marano - ci sono dei stati dei contatti, ma
l'offerta Mediaset non era adeguata. Il valore richiesto non era congruo, in più
la lega non permette di valorizzare il prodotto». Poi una valutazione: «il
dato essenziale che sta venendo fuori è che era congruo il valore dei 45
milioni di euro che avevamo offerto noi».
Sulla questione interviene anche il direttore generale della Rai, Alfredo Meocci, ospite di Fiorello nella prima puntata della nuova edizione di "Viva Radiodue". «Ricomprerebbe i diritti del calcio?», chiede. E Meocci: «No. Anche se è facile rispondere ora. C'è una diversificazione del pubblico ormai. C'è chi vuole solo i gol e chi vuole solo lo spettacolo. Occorre un ripensamento globale nel modo di fare tv». Meocci rompe subito il ghiaccio con Fiorello: «Intanto vengo lì a darti un bacetto - ribatte a Fiorello - se no solo Del Noce lo fa...». «Sulla guancia - risponde Fiorello - purtroppo la lingua è una esclusiva di Del Noce». E via al pepato botta e risposta tra lo showman e il dg della Rai. «Ha saputo degli ascolti di domenica della sua Rai?» chiede Fiorello, facendo riferimento, in particolare, al suo intervento da Pippo Baudo a "Domenica in", che, in sovrapposizione, ha doppiato lo share di Paolo Bonolis. «Sì - risponde Meocci - ma la sua presenza da Baudo è una premessa per il ritorno in tv?». Fiorello glissa: «Sa che non mi hanno pagato ieri? Sono andato da Pippo a titolo gratuito». «Mi attiverò», promette Meocci. La conversazione si sposta poi sull'argomento Celentano. «La Rai va bene, c'è libertà. La Guzzanti, che arriva giovedì da Celentano, come la mettiamo?», chiede Fiorello. «Adriano - aggiunge Meocci - ha bisogno ogni tanto di colpi di teatro per alzare gli ascolti. La satira in Rai a volte è lenta, quella di Fiorello è sempre rock». «Ma io non faccio satira - precisa Fiorello - le cose che dico io sono all' acqua di rose. Inoltre si è preso questo andazzo: uno ha un problema con l'azienda per cui lavora e non lo risolve più in ufficio ma lo espone in diretta tv, dando un appuntamento al pubblico per fare, magari, più ascolti. Mi chiedo: È giusto?». Meocci concorda: «Ormai, anche i dibattiti politici passano dallo spettacolo, il che è una riduzione della politica».