Fiorello
si rifugia da Strabacco
Dà buca alla festa del Babaloo, spiazza tutti e va a cena con la compagna
Giancarlo Marescia
Con
il solito trucchetto del brano musicale conclusivo affidato alla band, Fiorello
ieri sera è fuggito via dal teatro alla Cave di Sirolo dove buona parte dei
3500 spettatori lo aspettavano per autografi e saluti. No, non voleva fare la
star. Dopo due ore e quaranta minuti di presenza sul palcoscenico per quello che
è stato un attesissimo debutto teatrale, ha preferito concludere la nottata in
famiglia con suo fratello e sua sorella, la fidanzata e la piccola Olivia,
lontano persino dai giornalisti arrivati da tutta la nazione, amministratori
(tra cui il sindaco di Sirolo Misiti) invitati a una cena al Babaloo di Potenza
Picena. Di quattro salti in pista neanche a parlarne. Fiorello ha lasciato di
stucco il codazzo di amministratori e “amici" che lo aspettavano in
discoteca ed è corso a rifugiarsi dall’oste buono di Strabacco Danilo
Tornifoglia. Nel cuore della notte “Fiore" è arrivato con la bimba
Olivia addormentata in braccio, accomoagnato dai familiari, parte dello staff e
Leonardo Girombelli.
Stanco ma soddisfatto per la sua prima di “Stasera paghi te" ha
cenato in clima di grande convivialità con la compagnia di persone al suo
seguito. Prima di concludere una lunga giornata, Fiorello non si è sottratto
alle foto di rito e agli autografi che alcuni suoi ammiratori hanno chiesto. Poi
un blitz in cucina a salutare chi aveva lavorato per lui. Finita la breve cena
è tornato nel suo ritiro alla baia di Portonovo. No, della discoteca nemmeno a
parlarne.
Tutto sommato, prima a Cagli dove ha ultimato le prove dello spettacolo e
poi nella terrazza dell’hotel Monteconero, dove aveva incontrato la stampa
prima del debutto, non si era risparmiato in quanto a disponibilità e simpatia.
Immaginiamo che la tensione per lui sarà stata notevole ma ampiamente
ripagata da un successo meritato. Fiorello ha dimostrato di saper tenere la
scena con doti interpretative che hanno a che fare con quel suo essere una sorta
di Zelig. Sa farsi abitare da molte entità per restituirle, a differenza del
personagigo del celebre film di Woody Allen, mediate da una tradizione scenica
importante. Tanto nei suoi episodi di vita a Catania, tra adolescenziali ardori
sessuali raffreddati in frigorifero e devastanti esperienze di lavoro minorile,
quanto nei suoi esilaranti cavalli di battaglia di nome Rambo, Pavarotti, Vasco
Rossi, Pino Daniele o Franco Califano si percepiscono raffinati riferimenti a
Dario Fo, Paolo Rossi, Jacques Tati, Charlot, Totò. Merito di tutto questo è
anche il lavoro del regista Solari che continua a credere nelle potenzialità
dello showman Fiorello. E non si può trascurar di dire dell’orchestra e dei
due vocalist che accompagnavano e riempivano di equilibrate e coinvolgenti
sonorità lo spettacolo di puro intrattenimento che riempirà di sicuro le
platee estive dell’Italia.