Scherza con il conduttore che lo imita col
personaggio dello «smemorato di Cologno» e canta un «samba napoletano»
E poi uno show di 20 minuti in radio con Fiorello
«Ho recuperato la memoria grazie a un miracolo fiorelliano, il prossimo premier non posso essere che io»
ROMA - Berlusconi-show a «Viva Radio2». Prima della pausa natalizia, Fiorello ha regalato ai radioascoltatori uno spettacolo inatteso. Ma il primo ad essere sorpreso dall'intervento di Berlusconi è stato proprio Fiorello, che non si aspettava di poter avere al telefono e per tanto tempo (circa 20 minuti) una delle vittime preferite delle sue parodie. Berlusconi, rintracciato verso la fine della puntata (sforata ieri eccezionalmente di 20 minuti, fino alle 15,20), ha esordito con una imitazione di Fiorello che a sua volta lo imita nella gag dello «smemorato di Cologno». Prestandosi al gioco, il premier ha poi risposto alle domande del padrone di casa, prima di lanciarsi nell'interpretazione canora di un curioso «samba napoletano», come lo ha lui stesso definito, su una musica improvvisata all'istante dall'orchestra del maestro Enrico Cremonesi. E, sollecitato da Fiorello, Berlusconi ha dato anche il suo pronostico sulle prossime elezioni: «vinciamo noi. Nessun dubbio a riguardo. Ora che ho recuperato la memoria grazie ad un miracolo fiorelliano, il prossimo premier non posso che essere io». La prima sorpresa per i 100 spettatori della sala B di Via Asiago (dove lo show è traslocato dal piccolo studio abituale) era stata l'arrivo del direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, rientrato da alcuni giorni al lavoro dopo aver superato i problemi cardiaci. Dopo il bacio di rito sullo bocca con Fiorello, Del Noce ha iniziato a rispondere alle sue domande, rivelando di avere «più di due by-pass» e augurando «buone speranze a chi, come lui, viene colpito da una crisi coronarica». Nel ribadire che «Celentano è stato l'unico a non farsi vivo nel giorno della malattia» Del Noce ha rivelato che Silvio Berlusconi lo ha chiamato ogni giorno durante la sua permanenza in ospedale per informarsi delle sue condizioni di salute. Un assist, quest'ultimo, che Fiorello prontamente non si è lasciato sfuggire. «Ha il suo numero di telefono? Le sarà comparso un numero quando la chiamava...», ha chiesto al direttore di Raiuno. «Ne ha vari - ha risposto lui - e, in ogni caso, non credo che ne esista uno al quale risponde direttamente lui». Inutili le suppliche di Fiorello per ottenere da Del Noce almeno il numero di telefono della segretaria di Berlusconi, Marinella. Solo dopo un po' arriva il numero giusto, grazie ad un «gancio» esterno, Marino Bartoletti, che arriva in soccorso della redazione di «Viva Radio2». Mentre Fiorello sta per rinunciare all'impresa, ecco la voce del premier esordire con quel «pronto» tipico dello «smemorato di Cologno» della parodia di Fiorello, un intercalare che il finto Silvio usa nelle gag come escamotage per non rispondere alla domande più scomode. «Sono il premier», dice poi Berlusconi. «Come sta?», gli chiede Fiorello sorpreso. «Bene, quando sento persone simpatiche al telefono, male quando non riesco a risolvere certi problemi». «Quali?», ribatte Fiorello. Lunga la replica del premier che cita, ad esempio, la difficoltà ad abbassare i prezzi o il petrolio, troppo caro e, in generale, «le cose per le quali lavoriamo da anni e che non riusciamo a far diventare realtà». «È la prima volta - commenta Fiorello - che Berlusconi ammette che qualcosa non ha funzionato». Risponde Berlusconi: «di cose ne abbiamo fatte ma alcune non hanno prodotto il risultato che volevamo. Abbiamo fatto riforme giuste sulla scuola, sull'università... ma perché la gente se ne accorga occorre tempo». Delle «30 riforme fatte dal governo», il premier cita l'abolizione della leva per i ragazzi, l'abolizione dell'imposta di successione sulle eredità e i nuovi posti di lavoro. E inizia a sfoderare dati: «l'82% delle famiglie ha una casa di proprietà», spiega, prima di passare al tema dell'euro e dell'inflazione. Quando Fiorello gli chiede perché chi guadagnava 1 milione e 800 mila lire oggi non riesca più ad arrivare a fine mese, il premier risponde: «questo dipende da due cose. La prima è che nel cambio lire/euro il governo ha svenduto la lira accettando un cambio inaccettabile», poichè, a suo giudizio, «il cambio doveva essere al massimo 1 euro uguale 1500 lire». Fiorello si diverte a stuzzicare Berlusconi: «di chi è stata la colpa?», gli chiede. «Del governo di allora - dice il premier - ma non mi piace criticare gli altri...». Berlusconi passa poi alla seconda motivazione: «in Italia il 30% dei negozi appartiene a grandi catene, mentre il 70% sono piccoli proprietari che hanno approfittato un po' dell'arrivo dell'euro». «Come fa a ricordare tutte queste cifre?», gli chiede Fiorello. «Io sono un computer vivente», risponde. «Ha fatto un regalo a Kaka?», chiede Fiorello. «Sto aspettando per fargli un unico regalo per Natale e perché si sposa, così risparmio», risponde il premier. Fiorello: «sa chi ci ha dato il suo numero di telefono?». Risponde Silvio: «una delle mie fidanzate». «Sì, Del Noce», ribatte Fiorello con ironia mentre il direttore di Raiuno, seduto accanto a lui sorride. Berlusconi allora rimprovera simpaticamente Del Noce per non aver mantenuto una promessa: far invitare Mariano Apicella a «Viva Radio2». «Devo denunciare un complotto nazista», esclama Berlusconi poichè, spiega, «Apicella è un autore straordinario penalizzato dal fatto che il suo paroliere è il premier, motivo per cui nessuno fa sentire le sue canzoni». Concludendo, Fiorello dice che inviterà Apicella a patto che canti Bandiera Rossa. Di qui il «la» a Berlusconi per la performance sulle note del samba. Fiorello commenta leggendo un finto lancio di agenzia. «È uscita l'Ansa - dice - e titola "Berlusconi, come al solito, se la canta e se la suona"». Berlusconi ride. Finale con auguri. «Ne approfitto - dice Berlusconi - perché a me, padrone di tutti i giornali, le radio e le tv, gli auguri non me li fa fare nessuno».