dal Messaggero
Tra gli spettatori tantissimi che hanno voluto vedere "Volevo fare il
ballerino" una seconda volta
E' sempre Fiorellomania
Dopo
appena un mese e mezzo lo showman riempie ancora il Palas
di Claudio Salvi
Pesaro
DAVVERO Fiorellomania. Per il secondo spettacolo pesarese del popolare showman siciliano (pienone abbondantemente annunciato sin dalla vigilia), qualcuno è tornato persino una seconda volta al Palas a qualche decina di giorni dall'esordio pur di non perdersi un nuovo capitolo di "Volevo fare il ballerino..", ultima fatica itinerante del mattatore per la regia di Giampiero Solari. E sono state altre tre ore piene di risate, gag, imitazioni, canzoni, improvvisazioni e... di goffi accenni alla danza, antica passione del comico catanese che nella sua vita ha fatto di tutto. Rosario Fiorello è il talento in persona: divertente, eclettico, intelligente, semplice ma non banale. E anche l'altra sera l'ennesimo numeroso abbraccio pesarese è stato ricambiato con uno spettacolo vero, genuino e poco costruito e si eccettuano gli inserimenti video con Michael Bublè e con i ballerini virtuali. In uno spettacolo che a parte le continue sottolineature del suo protagonista è cambiato pochissimo rispetto a quello visto il 3 dicembre, tutto è girato secondo copione. Inizio con i primi piani del pubblico della prima fila e la voce fuori campo di Mike-Fiorello-Bongiorno a sottolineare divertenti particolari dei personaggi inquadrati e poi via con la divertente spiegazione al titolo dello spettacolo e alla sua adolescenziale aspirazione poi abortita: quella del ballo. Il primo duetto virtuale è con il crooner canadese Michael Bublè e la sua "Home" e una divertente (anche se un po' troppo lunga), parodia sul flamenco e il ballerino Joaquin Cortes. E poi via con un altro monologo e le battute sul Vaticano e Papa Ratzinger. Niente betriolo nemmeno per i politici (inevitabili qualche accenno alla scalata Bnl e a Fiorani), ma solo qualche innocua battuta a far da ponte ad un altro momento di grande eclettismo: quello nel quale Fiorello ha interpretato i quattro personaggi dell'Otello trasposti in una divertente sit-con lirica. Affettuoso e sincero l'omaggio alla radio, divertente parco giochi ricreativo quotidiano per chi ha fatto del divertimento il suo lavoro e la sua fortuna.