Fiorello: La sfida e' fare il padre, non condurre Sanremo

Energia pura come una radiazione nucleare. Forse migliore definizione non potrebbe effettivamente esserci per dire di Rosario Fiorello, in arte Fiorello. "87 chili di energia pura" lo definisce infatti il settimanale L'Espresso in un lungo articolo nel numero in edicola domani e dove sembra venga detta la parola no - almeno per ora - al Festival di Sanremo, "il prossimo bivio e' diventare un buon padre". Si parte da "Volevo fare il ballerino", lo show con cui l'artista-cantante-conduttore, classe 1960, sta spopolando in tutt'Italia. Show di tre ore che costa a Fiorello tre chili persi ad ogni spettacolo: perfetta corrispondenza di numeri, per ogni serata vissuta in scena e dove il dispendio fisico e' notevole perche' - racconta - "non ho tecnica, non ho studiato, non uso il diaframma, canto di gola, con una fatica bestiale". In piu' c'e' il quotidiano appuntamento con "Viva Radio Due" e tutto il resto che accompagna il momento d'oro dell'artista siciliano. E' quasi un monologo l'articolo del settimanale, con Fiorello che racconta le sue origini catanesi, anche il taglio cesareo con 64 punti di sutura sopportato da mamma Rosaria per farlo venir fuori. E poi il suo poco feeling con lo studio durante gli anni di permanenza ad Augusta - "nello show lo dico che il mio unico titolo di studio e' il battesimo" -, mentre con il calcio ci sapeva fare. E poi gli anni delle prime radio libere e le prime imitazioni: quelle di Ciotti, Ameri e Bortoluzzi di "Tutto il calcio minuto per minuto", fatte al bar. E' da allora che, pur con molti bassi, la carriera e' partita, fatta anche di televisione. Ma oggi dice che della televisione "non ne sento il bisogno". La radio e' invece cosa diversa, "e non faccio proclami politici, perche' lo spettacolo e' di tutti, e non si possono dividere le platee fra destra e sinistra". E' Sanremo un altro bivio della sua vita? "Il prossimo bivio significa diventare un buon padre". (AGI)