Fiorello: «Il teatro? Io imito la radio»

di Antonio Bozzo

Venerdì e sabato in scena al MazdaPalace

Il re degli showman: «Farò ridere come quando mi metto in cuffia. Camilleri, con la voce da La Russa al rallentatore, lo trovo perfetto»

«Mi sta subentrando una paranoia, mi sono creato un problema da psicanalista.
Riuscirò ancora a essere divertente in tv come alla radio? Meno male che faccio teatro». Rosario Fiorello, re degli showman, non scherza. Con «Viva Radio2» s’è abituato al massimo. «È venuto Iacchetti e aveva il cellulare bollente. Mi ha detto: "Fiore, ma che state combinando? Nemmeno a "Striscia" o ai "Telegatti" mi arrivano tanti sms". Abbiamo fatto anche gli exit poll elettorali, invitando gli ascoltatori a mandare
sms con scritto "sx" o "dx", sinistra o destra. Chi ha vinto? Siamo in linea con quel che si dice: la "sx" è avanti di tre o quattro punti».

I satirici militanti, gli arrabbiati della risata, accusano Fiorello di non fare male a nessuno. Il suo sarebbe puro intrattenimento. «Mica mi offendo. Ma mentre intrattengo cerco di dire qualche verità, senza astio verso nessuno. Negli ultimi giorni da me sono venuti Nicola Piovani, Benigni, Nanni Moretti — che andrà da Fazio ed è già scoppiato un casino —, De Gregori — ha cantato "Finché la barca va", pensa te —, Paolo Rossi, Jovanotti, la Comencini, cast dei film di successo, Verdone e Muccino. Personaggi con i quali si affronta l’attualità. Intrattenimento è questo». Fiorello a luglio diventa papà. «Aspetto una bambina. Papà a 46 anni! Faccio i conti: quando mia figlia ne avrà 20, io ne avrò 66. Ma sono strafelice. Mia figlia si chiamerà Angelica, nome scelto da Olivia, la prima figlia di mia moglie Susanna, che vive con noi. Ha un papà naturale, io sono quello frizzante. Ma se aspettassi un maschio, il nome lo avrei deciso io: Raffaele, come mio nonno».

Ed eccoci alla Sicilia, la patria, la culla di vita e sogni. Dire qualcosa di non banale sulla terra d’origine è difficile. Fiorello ci prova. «Per me la Sicilia è l’arancino di riso che mangio sul traghetto quando mi imbarco a Reggio. Accende i ricordi, è una fitta al cuore. Nessun altro posto mi dà queste emozioni. Voglio bene a Roma, a Milano. Ma non è lo stesso. Milano mi ha dato tutto. Ci sono arrivato da sconosciuto e nove anni dopo me ne sono andato che ero una celebrità. Ricordo il primo giorno, a Milano. Avevo preso alloggio in via Alberto da Giussano, busso alla porta e mi apre Sandy Marton, che biascicando in italo-spagnolo mi indica il mio letto. Dove ero capitato? In che mondo?». C’è un dopo per chi non ha rivali alla radio e in tv? Che farà Fiorello da grande? Il docente universitario, l’astronauta? «Il mio dopo è questo, quel che sto facendo. Dicono che mi allontano dalla tv, ma in tv ci sono sempre: a "Blob", sui Tg, ai Telegatti, negli spot con Mike Bongiorno. La radio è la mia vita di adesso. Vado in via Asiago alle otto e mezzo del mattino, come un impiegato. Ho scoperto il lavoro di squadra, sto lì tutto il giorno, faccio le riunioni, preparo le scalette, mi rilasso con il biliardino».

«Con Baldini va da dio. Non potrei fare la trasmissione con nessun altro. È la mia cavia: quando ride lui, ridono tutti. La filosofia della radio la vedrete anche al MazdaPalace. Se ai microfoni nasce qualche battuta, ne terrò conto per lo spettacolo. Il copione è aperto». Imitazioni impossibili, ne ha? «Ho delle messe a punto da fare, come il direttore della Juve, Luciano Moggi. A volte le imitazioni nascono per caso: una volta vedo Camilleri per strada, lo invito al bar e mi scatta l’idea. Con quella voce da Ignazio La Russa al rallentatore è perfetto. E lo faccio, con successo». Inutile chiedere a Fiorello qual è il «cocco» tra i suoi personaggi ricreati: come lo Smemorato di Cologno non ricorda chi lo diverte di più, sono tutti suoi figli artistici, e Baldini ride per tutti. Minà, la signora Franca Ciampi, l’«antico» La Russa. E il personaggio che magari inventerà dal vivo al MazdaPalace.

LO SPETTACOLO
«Volevo fare il ballerino» di Rosario Fiorello, Francesco Bozzi, Riccardo Cassini, Alberto Di Risio e Federico Taddia. Regia di Giampiero Solari. Venerdì e sabato al MazdaPalace, via S. Elia 33, ore 21. L’ingresso costa 40/63 euro.
Per informazioni tel. 02.31.36.45